Inversione dei poli, sarà una catastrofe magnetica!

Non è la prima volta che i poli magnetici nord e sud si potrebbero invertire, perché è già accaduto in passato. In linea teorica questo potrebbe succedere anche ora, in qualsiasi momento. Gli scienziati sono tornati indietro nel tempo, esattamente a 42.000 anni fa, per capire cosa si verificò durante l’ultima manifestazione del fenomeno.

Inversione dei poli – curiosauro.it

I poli in movimento

Il polo magnetico nord si sposta continuamente, pertanto le sue coordinate sono temporanee e imprecise. James Ross, ricercatore, lo registrò per la prima volta nel 1831 nell’area delle isole dell’arcipelago canadese. Da allora il polo nord si è spostato in maniera significativa, e oggi si trova nell’area del Mar glaciale artico.

Anche il polo magnetico sud si sposta di continuo. Questi spostamenti sono causati da alcuni processi che avvengono nel nucleo terrestre, composto da metalli allo stato liquido che, mescolandosi, generano energia elettrica che forma un campo magnetico. Alcuni ricercatori britannici, di recente, hanno analizzato i dati dei satelliti, stabilendo che la posizione dei poli magnetici è sicuramente determinata dal rapporto tra i flussi magnetici profondi che si vengono a creare nel nucleo.

Negli ultimi anni la velocità di spostamento del polo nord magnetico è quadruplicata, e il campo magnetico perde in media 20 nanotesla l’anno, ossia riduce la sua potenza del 5% ogni secolo. Questo è un segnale preoccupante!

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Inversione pericolosa dei poli

Gli eventi storici legati all’evoluzione della Terra mostrano che ci sono state circa un centinaio di inversioni polari, però gli scienziati non sono mai riusciti a registrare e a stabilire un modello di comportamento. L’unico aspetto costante è determinato dal fatto che, dopo l’inversione, i poli sono sempre ritornati nella loro posizione precedente.

Gli scienziati hanno focalizzato le loro analisi sull’ultima inversione, quella di 42.000 anni fa, chiamata escursione di Laschamp. Hanno analizzato tronchi di alberi fossilizzati rimasti nelle torbiere per 41.000 anni e, grazie all’ampiezza e alla composizione degli anelli di accrescimento, sono riusciti a stabilire una datazione dei dati ottenuti da varie fonti. Da questo lavoro si è capito che:

  1. Per circa 1.500 anni il campo magnetico della Terra si è indebolito.
  2. A causa di questo indebolimento, si è indebolita anche la protezione garantita alla superficie terrestre (colpita da particelle ionizzate dei venti solari o dei raggi cosmici).
  3. Gli strati di isotopi di idrogeno, berillio e ossigeno trovanti nei ghiacci dell’epoca confermano che, durante l’inversione, la protezione garantita alla Terra è diminuita del 90%.

Cosa accadde veramente durante l’ultima inversione?

Gli scienziati hanno fatto diverse analisi, e hanno raccolto dati interessanti su quello che davvero è accaduto sulla Terra durante l’ultima inversione dei poli. Sicuramente l’attività solare si era ridotta ai minimi e il campo geomagnetico era molto debole: queste sono state le condizioni per generare una tempesta perfetta.

La Terra, infatti, è stata colpita da una quantità molto maggiore di radiazione cosmica rispetto al passato. Lo strato di ozono si è danneggiato, la flora e la fauna terrestri sono state sottoposte a una potente radiazione ultravioletta. La natura cambiò, per esempio l’Australia si trasformò in un deserto e molte specie animali e vegetali si estinsero.

Durante l’escursione di Laschamp, la quantità di ozono sulla superficie terrestre calò di circa il 5% e la ionizzazione della stratosfera aumentò di alcuni ordini di grandezza. Il sistema climatico globale mutò: in Europa settentrionale e in Asia nord-orientale il clima si riscaldò, mentre in America settentrionale si raffreddò. Alle latitudini inferiori si registrò una maggiore nuvolosità e aumentò la frequenza delle tempeste.

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Il fantasma di Douglas Adams

Il fantasma di Douglas fa riferimento agli eventi che accaddero centinaia di anni prima che i poli si invertissero, quando la pressione del campo magnetico calò fino a circa il 6% dei valori attuali. Il fenomeno venne definito evento geomagnetico transizionale di Adams, in onore allo scrittore che, nel suo libro, affermava che la risposta alla principale domanda sulla vita e l’universo risiedeva nel numero 42.

Gli scienziati hanno per la prima volta collegato direttamente l’inversione dei poli magnetici a modificazioni naturali di ampia portata, basandosi su una precisa analisi al radiocarbonio. L’attuale indebolimento del campo magnetico, secondo gli autori dello studio, potrebbe essere la prova di una imminente inversione

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Per l’umanità contemporanea, con la sua strumentazione elettronica e i suoi satelliti altamente sensibili alle radiazioni spaziali, le conseguenze potrebbero essere assai più gravi di quanto non furono per i loro antenati nelle grotte.

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