Plastica, la scoperta di autoriparazione che fa bene all’ecologia

Discariche di plastica sommergono il mondo, il vecchio sostituito con il nuovo. Da oggi sarà possibile ripristinare gli oggetti rotti

Plastica, la scoperta di autoriparazione che fa bene all'ecologia curiosauro.it 18012022
Plastica, la scoperta di autoriparazione che fa bene all’ecologia -curiosauro.it

Una scoperta messa a punto da dipartimento di Chimica della University of New South Wales. Il team australiano rappresentato da Nathalie Corrigan e Michael Zhang ha fatto un passo avanti favorendo i processi di riparazione e rigenerazione della plastica. Ciò per ovviare al problema dello spreco e dell’inquinamento. La superficie terrestre e acque di mari e fiumi sono piene di plastica. Questo perché produrre nuovi oggetti ha sempre comportato un costo minore rispetto al riciclo. Ma le cose stanno decisamente per cambiare a favore dell’ecologia e a tutela della Terra e di umani, animali e vegetali.

Una sostanza che permette alla plastica la riparazione in tempi record

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Plastica, la scoperta di autoriparazione che fa bene all’ecologia -curiosauro.it

Alla plastica viene aggiunto un elemento, un sale dell’acido tritiocarbonico: il tritiocarbonato. Questa polvere permetterebbe la rigenerazione degli oggetti danneggiati in pochi secondi attraverso un processo di polimerizzazione. Un meccanismo che dura solo un minuto: la plastica viene esposta alla luce e – grazie a questo particolare estere che agisce a livello nanoscopico – i legami spezzati tra i polimeri vengono ripristinati. Il processo chimico preciso è quello della polimerizzazione radicalica controllata

Il processo non necessita di particolari strumenti a contrasto di spreco e inquinamento

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Plastica, la scoperta di autoriparazione che fa bene all’ecologia -curiosauro.it

Una scoperta che potrebbe contenere di molto l’inquinamento da plastica. Un pianeta meno “malato” e costi contenuti per favorire il riciclo degli oggetti. Non sono necessarie particolari macchine o fonti di calore per la polimerizzazione.

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Ciò permetterebbe di abbassare i costi dello spreco, il WWF (World Wide Fund for Nature) ha stimato che nel 2019 sono stati spesi circa quattromila miliardi di dollari per smaltire la plastica. Un peso che non incide solo sull’economia, bensì colpisce fortemente la salute degli esseri viventi. A costare di più non sarebbe la plastica – relativamente economica, 1.000 dollari a tonnellata – ma l’intero ciclo.

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Produzione, smaltimento, gestione dei rifiuti, emissioni di gas serra e costi per la salute. Un impatto economico e sociale particolarmente negativo contrastabile attraverso le nuove tecnologie per la tutela delle risorse dell’ecosistema.

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