La demenza è destinata a triplicare nel mondo entro il 2050

La demenza è una malattia che non si ferma, destinata a crescere sempre di più. Lo testimonia un nuovo studio pubblicato su The Lancet!

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La demenza nel mondo

I casi di demenza nei prossimi 30 anni sono destinati a triplicare nel mondo. È quanto emerso da un nuovo studio, secondo cui il numero di persone con demenza passerà da 57 milioni di casi del 2019 a oltre 153 milioni di casi nel 2050. Una situazione davvero preoccupante!

L’aumento previsto è in gran parte dovuto all’invecchiamento e alla crescita della popolazione, ma anche a stili di vita non salutari. Secondo i ricercatori, i fattori di rischio che devono essere affrontati con urgenza rappresentano i 6 milioni di casi in più previsti nei prossimi 30 anni, e riguardano:

  1. Gli alti tassi di fumatori.
  2. I problemi legati all’obesità.
  3. Le patologie diabetiche.
  4. Basso tasso di istruzione.
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La demenza nel dettaglio

Lo studio ha preso in esame i dati di 195 Paesi nel mondo, e mira a dare ai Governi dei suggerimenti su quali risorse e modalità di supporto potrebbero essere necessari per invertire questo trend. La demenza è attualmente la settima causa di morte nel mondo, e una delle principali cause di disabilità tra le persone anziane.

Il numero totale di casi di demenza stimato per il 2050 è già stato modificato al ribasso di 6,2 milioni, se verranno attuati i miglioramenti previsti in questo settore. Gli autori dello studio sono, invece, meno ottimisti sugli effetti dell’obesità, della glicemia alta e del fumo, a cui sono stati correlati sette milioni di casi previsti nel 2050.

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Il pensiero della dottoressa Emma Nichols

Emma Nichols, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, è l’autrice principale di questo studio sulla demenza. Lei afferma con forza che:

“ Dobbiamo concentrarci maggiormente sulla prevenzione e sul controllo dei fattori di rischio prima che si traducano in demenza. Per avere il massimo impatto, dobbiamo ridurre l’esposizione ai principali fattori di rischio in ogni Paese. Questo significa aumentare i programmi a basso costo appropriati a livello locale che supportano diete più sane, più esercizio fisico, smettere di fumare e un migliore accesso all’istruzione.

Inoltre la Nichols osserva che:

“ Il nostro lavoro offre previsioni accurate sulla demenza a livello mondiale. Speriamo che i dati che abbiamo ottenuto siano utili per lo sviluppo di trattamenti efficaci, ma anche per i responsabili politici e gli esperti di salute pubblica. Le informazioni che abbiamo ottenuto potrebbero guidare scelte e decisioni più consapevoli in materia di prevenzione e contrasto della demenza”. 

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La situazione in Europa

Nell’Europa occidentale gli studiosi hanno calcolato una crescita del 74 % per i valori associati all’insorgenza della demenza. Lo studio suggerisce incrementi relativamente contenuti in Grecia (45%), Italia (56%), Finlandia (58%). 

Gli autori sottolineano l’importanza di intraprendere sforzi di prevenzione mirati e sistematici, per ridurre il rischio di insorgenza di queste patologie attraverso:

    1. Miglioramento degli stili di vita della popolazione.
    2. Accesso per tutti all’istruzione.
    3. Dieta adeguata.
    4. Esercizio fisico.
    5. Ampliamento delle risorse sanitarie e di assistenza sociale.

 

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