Scopriamo i Vulcani di Roma: la storia dei Colli Albani

I colli Albani sono un’oasi verde a pochi chilometri dalla capitale. Zona suggestiva che richiama turisti e romani  per gite fuori porta.

I vulcani sui Colli Albani – curiosauro.it

I colli Albani sono dei vulcani?

La bellezza dei colli Albani affonda le sue radici tra lava, cenere e lapilli. Questo luogo rappresenta, infatti, un importante complesso vulcanico per la ricerca geologica e vulcanologica. 

Il centro eruttivo più antico è del Vulcano Laziale, con un’attività iniziata circa 600.000 anni fa e proseguita fino a circa 355.000 anni fa. Le sue eruzioni principali  sono state di natura ignimbritica. Questo tipo di colate laviche hanno causato dei collassi calderici, ovvero degli sprofondamenti della sommità del vulcano dovuti allo svuotamento del sottostante serbatoio magmatico a seguito dell’eruzione.

Le fasi della formazione dei Colli Albani sono tre:

  1. Quella del Vulcano Laziale.
  2. Del Monte Faete.
  3. Del Tuscolano-Artemisio.

Questi sono i tre edifici vulcanici che costituiscono il complesso e sono anche le vette più alte (956 e 950 metri sul livello del mare).

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Oggi c’è attività eruttiva sui Colli Albani?

Il complesso vulcanico è ritenuto dagli esperti in stato quiescente, anche se nel tempo si sono verificati dei fenomeni anomali, soprattutto dopo i terremoti.

Si è notato, infatti, un sollevamento non comune del vulcano che perdura da vari decenni, e l’emissione di gas con composizione isotopica (che si deposita nello stesso posto n.d.r.) che ne indica l’origine magmatica.

Per esempio, soprattutto sul fondo del lago craterico di Albano si rilevano emissioni di questi gas. Il lago di Albano rappresenta anche il fenomeno di vulcanismo più recente (200.000 anni fa), ed è il lago vulcanico più profondo in Italia.

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Chi svolge le attività di ricerca e monitoraggio?

L’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) è l’ente preposto all’attività di monitoraggio della zona.

Per il monitoraggio sismico, in particolare, si avvale anche di una rete sismica locale, oltre a quella nazionale. Questo permette all’INGV di registrare al meglio gli eventi sismici, anche di piccola energia, e di seguirne l’evoluzione nel tempo.

Oltre alle attività di ricerca direttamente connesse al monitoraggio, vari studi sono stati condotti in questa zona nel corso degli anni dall’INGV e dalle Università romane.

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I due settori più studiati riguardano:

  1. il raffinamento della storia eruttiva del vulcano, grazie anche a nuove datazioni radiometriche.
  2. lo studio delle caratteristiche petrologiche e geochimiche mirato alla comprensione della genesi dei magmi.
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