Scoperto un mare di idrogeno che lambisce la Via Lattea: ed è più vicino di quanto immaginiamo

Un mare di idrogeno nello Spazio? C’è sul serio, ed è molto vicino alla nostra galassia. Stiamo parlando della Corrente Magellanica, uno spaventoso flusso di idrogeno neutro (HI) che si è formato dall’interazione gravitazionale tra la Via Lattea e le Nubi di Magellano. Un nuovo studio pensa che questa Corrente sia più vicina del previsto. Quanto? Cinque volte più prossima alla Via Lattea di quanto stimato.

La nostra galassia è circondata da infinite altre galassie. Attorno alla Via Lattea ci sono diverse galassie nane più piccole, ben conosciute dagli astrofisici. E poi ci sono alcune galassie un po’ più grandi, fra le quali le Piccole e Grandi Nubi di Magellano, visibili nel cielo notturno dell’emisfero australe. Ebbene, miliardi di anni fa, la gravità delle Nubi di Magellano ha strappato dalla Via Lattea un po’ di idrogeno e anche qualche stella. Così è nata la Corrente di Magellano. E questa Corrente ci interessa molto perché ci aiuta a capire la storia dell’Universo, dalle sue primissime fasi di sviluppo.

Il mare d’idrogeno della Corrente Magellanica

Corrente Magellanica, oltre la Nube di Magellano (wikipedia) – curiosauro.it

Nuovi modelli astronomici sviluppati dagli scienziati della Madison (l’Università del Wisconsin) e dello Space Telescope Science Institute hanno cercato di ricreare attraverso un simulatore la nascita della Corrente. Sono risaliti più o meno a 3,5 miliardi di anni fa. Utilizzando gli ultimi dati sulla struttura del gas, i ricercatori hanno scoperto che il flusso d’idrogeno potrebbe essere cinque volte più vicino alla Terra di quanto si pensasse in precedenza.

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I risultati sono in un certo senso preoccupanti, poiché suggeriscono che la Corrente potrebbe entrare in collisione con la Via Lattea molto presto. Cosa succederebbe dopo una simile collisione? Be’, si formerebbero nuove stelle, e le vecchie sarebbero spazzate via, Sole compreso.

Una Corrente ricca di stelle e di segreti

Le galassie intorno alla Via Lattea – curiosauro.it

Uno dei principali responsabili dello studio è un dottorando in fisica alla Madison, Scott Lucchini. Secondo la sua interpretazione, i nuovi modelli forniscono anche una previsione precisa di dove trovare le principali stelle della Corrente. Questi astri sarebbero stati strappati dalle loro galassie madri con il resto del gas del flusso, ma solo alcuni di essi sono stati identificati. Qui intervengono le grandi agenzie spaziali: le nuove osservazioni dei telescopi di ultima generazione (il FAST, il James Webb) potrebbero finalmente individuare le stelle e confermare la veridicità della teoria di Lucchini.

Lo studio di Lucchini, redatto insieme alla dottoressa Elena D’Onghia e lo scienziato dello Space Telescope Science Institute Andrew Fox, è stata pubblicato sul The Astrophysical Journal Letters l’8 novembre scorso.

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Ma come farà il telescopio a provare che la simulazione di Lucchini e D’Onghia è corretta? Dovrà cercare linee di assorbimento di ultravioletti in direzione delle stelle con alone MW (dalla definizione chiara) più distanti proiettate sulla Corrente.

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