Visioni fantastiche | Aurora boreale come non l’avete mai vista

Nell’opinione comune, l’aurora boreale si lega come fenomeno atmosferico ai romantici paesaggi invernali e innevati del Nord. In verità, le stagioni migliori per assistere a questo stupefacente evento celeste sono l’autunno e la primavera. Questo perché proprio durante le stagioni mediane l’orientamento della Terra nei confronti del Sole accentua la probabilità di interazione del vento solare con il campo magnetico. Così nascono infatti le affascinanti luci del Nord.

Un’aurora boreale a Salangen, in Norvegia – curiosauro.it

Aurore boreali, uno spettacolo di particelle

Locali e turisti lo sanno bene: il periodo degli equinozi è il migliore per lasciarsi incantare dallo spettacolo delle aurore boreali. Ma in queste ultime settimane (novembre 2021), la potente attività solare ci sta donando aurore particolarmente suggestive. Tutta colpa o merito delle tempeste geomagnetiche.

Il termine preciso per indicare il fenomeno in scienza è aurora polare. Di fatti, l’aggettivazione boreale o australe è una caratterizzazione secondaria che dipende dal punto in cui si verifica l’evento (il Nord o il Sud). Scientificamente siamo al cospetto di un fenomeno ottico generato dal filtro dell’atmosfera terrestre. Nell’aurora polare scorgiamo bande luminose e mutevoli di un’ampia gamma di forme e colori (in genere rosso, verde e azzurro). Spesso la forma dominante è quella ad arco.

L’aurora boreale spiegata dalla fisica

Aurora boreale (wikipedia) – curiosauro.it

Il meraviglioso fenomeno è causato dall’interazione di protoni ed elettroni di origine solare (derivanti cioè dal vento solare) con la ionosfera terrestre. La ionosfera è una sezione dell’atmosfera posta tra i cento e i cinquecento chilometri d’altezza. Le particelle smuovono gli atomi dell’atmosfera. La carica elettromagnetica si disperde poi sotto forma di luce, con sfoghi di varie lunghezze d’onda.

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Tutto ciò dipende dalla particolare geometria del campo magnetico terrestre, ed è per questo che le aurore sono visibili di norma in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra. Queste zone sono dette ovali aurorali.

Dove vedere le più belle aurore polari

Aurore polari – curiosauro.it

Le aurore sono visibili anche a occhio nudo. Appartengono a questa categoria le aurore prodotte dagli elettroni. Quelle di protoni possono invece essere osservate solo con l’ausilio di strumentazioni particolari. Capita che l’aurora polare sia percepibile anche in zone più lontane dai poli, come la Scozia o la Germania, o il Sud della Scandinavia. Le aurore sono più intense e frequenti durante periodi di forte attività solare. Si tratta di fasi in cui il campo magnetico interplanetario può presentare notevoli variazioni in intensità e direzione. Aumenta così la possibilità di una riconnessione magnetica con il campo magnetico terrestre.

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Le aurore possono espandersi verso l’alto lungo il campo magnetico per centinaia di chilometri. Gli archi possono quindi essere sottili o larghissimi (capaci di coprire tutto l’orizzonte). La mobilità del fenomeno è anch’essa relativa. Ci sono aurore quasi immobili e aurore che si torcono e sembrano danzare. Dopo la mezzanotte, l’aurora riesce di solito a prendere una forma a macchie lampeggianti.

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Le aurore sono visibili in tutte le zone dell’Islanda, nella Lapponia svedese, a Luosto in Finlandia, e in Alaska, specie nel territorio di Yukon, Anchorage, Fairbanks e Denali. E poi c’è la Norvegia. Qui nei pressi del Circolo Polare Artico e la zona delle Northern Lights, esistono luoghi perfetti per assistere a questa esperienza: sono Tromsø, Alta, le splendide Isole Lofoten, Svalbard e Finnmark.

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