Il futuro tecnologico del 2030 visto con gli occhi dei giovani

E i giovani, come se lo immaginano il futuro tecnologico? Come credono sarà il mondo fra dieci anni? Una ricerca può rivelarci come i ragazzi tra i quindici e i trent’anni si figurano la vita nel 2030. L’iniziativa si chiama Next Gen 2030, e si tratta di una ricerca commissionata da BNP Paribas Cardif, e condotta dall’istituto Eumetra Mr.

Con Next Gen 2030 si è cercato di intuire come i più giovani si immaginano il prossimo futuro tecnologico. Per quale motivo? Per capire come vogliono (o paventano) possano essere la società, l’ambiente, la cultura dei prossimi anni. Piccolo importante particolare: i giovani sono tendenzialmente idealisti e positivi, quindi, nonostante la naturale sfiducia, immaginano qualcosa di buono!

Il futuro tecnologico nel 2030 secondo i ragazzi

Come i giovani immaginano il 2030 (Pixabay) – curiosauro.it

Le parole chiave per il futuro saranno: inclusione, tecnologia, socialità, parità, green, mobilità, smart city. Questo esce fuori dalla ricerca Next Gen promossa da BNP. I giovani sognano un 2030 caratterizzato da relazioni sempre più eque e paritarie, senza discriminazioni di genere. Di più: il 21% dei partecipanti alla ricerca crede che il concetto di genere debba essere abolito o ripensato.

Per la maggioranza dei ragazzi, la questione più importante da risolvere è quella per l’ambiente. Lo vediamo anche oggi, con la mobilitazione dei ragazzi contro l’inquinamento. I giovani sono sempre più attenti ai temi ambientali ma non sono troppo ottimisti: il 31% del campione prevede un peggioramento del riscaldamento globale. A questa visione più nera si oppone una buona dose di fiducia nei confronti dell’educazione civica: nel 2030 impareremo davvero a riciclare e riutilizzare i prodotti, secondo il 41% degli intervistati.

E forse (per il 19% dei ragazzi) riusciremo anche a sostentarci solo con fonti di energia pulite e rinnovabili. Tutti sperano che fra dieci anni il mondo sarà più verde, e il 24% del campione crede che i centri storici saranno chiusi alle auto. Il 2030 sarà poi più smart. In città ci saranno bidoni che separano autonomamente gli scarti, semafori elettronici e intelligenti, auto che vanno da sole. La tecnologia rivoluzionerà in positivo le nostre esistenze. Il progresso tecnologico cambierà tutti i settori fondamentali: dall’industria al commercio, dell’agricoltura al terziario.

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Per la scuola e l’università, i ragazzi vorrebbero una personalizzazione dei corsi di studio sul modello dei college americani, e poi s’immaginano una scuola più attenta all’informatica e alla tecnologia. Più della metà degli intervistati si aspetta di veder entrare negli istituti materie diverse dalle attuali. Ci si aspetta che la formazione diventi più flessibile. Il 32% del campione, infatti, spera che nel 2030 possa esserci la possibilità di scelta tra le lezioni in presenza e DAD.

L’analisi dei dati della ricerca

Il futuro green immaginato dai ragazzi – curiosauro.it

Tutti questi dati non sono fini a se stessi. Servono agli istituti di credito e di assicurazioni per capire con che tipo di clienti avranno a che fare fra pochi anni. Ma non è solo questo, per fortuna. La società contemporanea può studiare i dati finali di queste interviste per capire che cosa gli adulti di domani vorrebbero vivere nel loro prossimo e vicino avvenire. Il futuro che sarà il loro presente.

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E tutto sommato, i risultati di questa ricerca sembrano incoraggianti. I ragazzi che rappresentano il futuro di questo Paese hanno la testa sulle spalle e si preoccupano di temi importanti. Inoltre, i giovani sembrano consapevoli di ciò che vogliono. E questo è già molto.

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E che cosa immaginano questi giovani? Di sicuro sperano in un futuro più equo e sostenibile. Un mondo che si preoccupi dell’ambiente e delle minoranze. Immaginano una formazione personalizzata e flessibile, che permetta loro di acquisire conoscenze e competenze specifiche. I ragazzi s’immaginano un mondo dove la tecnologia migliorerà molte cose. Ma c’è grande voglia di un nuovo, grande umanesimo.

 

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