Luna: trovato ossigeno sulla superficie | Ci permetterà di respirare per 100 mila anni

Conosciamo da molti anni le condizioni avverse alla vita umana dell’ambiente lunare. Nell’atmosfera della Luna, infatti, scarseggia l’ossigeno, fondamentale per la respirazione. Ma la ricerca astrofisica potrebbe aver trovato una soluzione, a partire dall’estrazione dell’ossigeno naturalmente presente sullo strato più esterno della superficie del satellite, ossia nella regolite.

Regolite e ossigeno

Campione di regolite portato sulla Terra da Apollo 17 (wikipedia) – curiosauro.it

Secondo degli studi recenti, questo materiale potrebbe contenere una quantità sufficiente di ossigeno bastevole per la sopravvivenza di molti individui umani. Quanti? Tanti da poter immaginare una colonizzazione del satellite.

La notizia è ufficiale: la Luna contiene abbastanza ossigeno per consentire a otto miliardi di persone di respirare per centomila anni. Tutto sta nell’estrarlo e lavorarlo come si deve. Da dove? Dalla regolite, ovvero dalla particolare sabbia che ricopre la Luna, un materiale incoerente, consistente di pietre e polvere, in cui sono presenti elementi di ferro, carbonio, silice, magnesio, olivina e pirosseno.

Buone notizie in vista del ritorno umano sulla Luna

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Ossigeno sulla Luna (Pixabay) – curiosauro.it

L’obiettivo principale della NASA per i prossimi anni è quello di costruire una base presidiata a lungo termine sulla Luna. Ma sappiamo che l’agenzia spaziale americana ha posticipato la scadenza per la missione Artemis fino al 2025. Intanto, però, si stanno muovendo anche Cina e Russia e dei privati. Per ogni tipo di iniziativa, comunque, è necessario garantire ai futuri coloni risorse fondamentali per la sopravvivenza: acqua, cibo e ossigeno.

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L’atmosfera lunare è ricca di idrogeno, sodio, potassio ed elio, che come gas di respirazione non sono l’ideale per la sopravvivenza umana. Trasportare attraverso bombole e riserve il materiale fino al satellite appare già da ora scomodo e poco realistico. Per questo l’agenzia spaziale europea (ESA) e l’agenzia spaziale australiana (ASRI) stanno sviluppando tecnologie in grado di estrarre rilevanti concentrazioni di ossigeno dal suolo lunare.

Infatti sul satellite si trovano metalli contenenti ossigeno. Il silice, per esempio. Ma anche gli ossidi di ferro e il magnesio. E le molecole di ossigeno sono ancora intatte. Che vuol dire? Che non sono state alterate, come succede sulla nostra Terra, dalla respirazione di animali e uomini, né dalla presenza di vegetazione.

Come estrarre l’ossigeno dalla sabbia lunare?

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L’ossigeno nascosto nella sabbia della superficie lunare (photo: NASA) – curiosauro.it

Secondo gli astrofisici la regolite potrebbe essere costituita da circa il 45% di ossigeno. Ma i dati si fermano alla superficie, cioè ai campioni prelevati e analizzati durante le scorse missioni lunari. L’idea, quindi, è che nel sottosuolo possa nascondersi un vero tesoro. Ogni metro cubo di regolite contiene in media quasi un miliardo e mezzo di tonnellate di minerali, quindi almeno seicento chilogrammi di ossigeno. E una quantità tale di ossigeno è sufficiente a consentire a una persona di respirare per circa due anni.

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Se la regolite è profonda almeno dieci metri (come suppongono i ricercatori), allora la Luna potrebbe fornire a otto miliardi di coloni umani abbastanza ossigeno per vivere circa centomila anni. Il punto è come estrarre la molecola. Di sicuro sarà necessario rompere gli stretti rapporti che tendono a formare i legami metallici. Come? Attraverso la liquefazione dei metalli, su cui poi intervenire con l’elettrolisi.

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L’ipotesi di lavoro è quella di impiegare energia solare, dato che l’elettrolisi può rivelarsi sulla Luna un processo assai dispendioso. Tutto il processo, almeno ideale, è stato descritto in un articolo da John Grant, scienziato australiano specializzato in Scienze del suolo.

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