Elon Musk di Tesla c’entra con Bitcoin Prime? | Non pare | Non si può superare la crisi con le criptovalute

Nell’aria purtroppo c’è una nuova crisi finanziaria. Con il collasso di Evergrande (gigante del mercato immobiliare cinese) e i costi della pandemia, povertà e disoccupazione potrebbero tornare a flagellare il mondo. Per molti, una soluzione è il trading online. Sul web, per esempio, continuano a moltiplicarsi gli articoli che annunciano che la società Tesla intende aiutare le persone con un nuovo progetto chiamato Bitcoin Prime.

Come forse già avete letto da qualche parte, si dice che il colosso Tesla di Elon Musk abbia creato una nuova piattaforma di trading col fine dichiarato di “aiutare le persone in difficoltà”. L’investimento dell’azienda sarebbe pari a un miliardo e mezzo di bitcoin. Sarebbe dunque partita un’iniziativa ufficiale denominata Bitcoin Prime… Ma sul suo reale funzionamento sappiamo ancora poco, tranne che avrebbe a che fare con il trading digitale di criptovalute. Musk è davvero coinvolto?

Partiamo dai dati sicuri. Tempo fa, l’amministratore delegato di Tesla e fondatore di Paypal e SpaceX, cioè Elon Musk, dopo un interessamento iniziale al mercato delle criptovalute, ha dichiarato che le sue società non avrebbero più lavorato con i bitcoin.

Di fatto, Musk ha ricavato almeno cento milioni dopo aver venduto il 10% suoi 1,5 miliardi di dollari in bitcoin. E presto venderà anche tutti i suoi altri bitcoin.

Quindi cosa c’è dietro la sigla Bitcoin Prime? Su internet compaiono moltissimi siti che rimandano a queste parole-chiave. Nessuno di questi è però realmente collegato a Tesla o a Musk. Cionostante molti utenti hanno già testato questa piattaforma, proprio perché attratti dagli articoli in cui era chiamato in causa il miliardario. E il più delle volte sono stati truffati. C’è stata anche un’inchiesta a tal proposito negli Stati Uniti.

Cosa sappiamo di Bitcoin Prime?

Bitcoin Prime. Che cosa c’entra Musk? – curiosauro.it

Detta in parole povere: Bitcoin Prime dovrebbe essere una nuova piattaforma di investimento assai remunerativa aperta ai cittadini degli Stati Uniti, del Regno Unito, dell’Australia e dell’Unione europea. Quindi anche gli italiani possono parteciparvi.

L’idea, così come comunicata sui vari siti, è quella di offrire alle persone comuni la possibilità di guadagnare investendo nelle valute digitali. A detta dei programmatori, non è richiesta la benché minima esperienza in materia di investimenti o tecnologia. Tutto troppo bello, no? La cosa puzza un po’ di bufala.

I virgolettati di Musk usati da questi siti e dagli articoli che li sponsorizzano parlano del trading di criptovaluta promosso da Bitcoin Prime come di un’occasione d’oro. Peccato che nei suoi canali ufficiali Elon Musk non abbia mai citato questo “Bitcoin Prime”. Nemmeno una volta.

Quindi non c’è nessun piano per “trasformare un povero in un milionario in meno di un anno”. E il CEO di Tesla non ha neppure mai dichiarato che: “Bitcoin Prime è la più grande opportunità per accumulare velocemente un patrimonio“. Sono tutte invenzioni… Di chi? Di truffatori. Questa è la deduzione più logica.

Com’è nato l’inganno di Bitcoin Prime?

Come funziona Bitcoin Prime? – curiosauro.it

Pare che nell’ultimo anno i truffatori siano riusciti a far spendere oltre due milioni di dollari in criptovalute ai follower di Musk e agli ignari fruitori di articoli fasulli.

Ogni articolo che sponsorizza Bitcoin Prime spiega all’utente come fare ad arricchirsi senza rischi. Si parla di un deposito iniziale sulla piattaforma. In genere bastano trecento euro. In seguito, si dice che l’utente sarà libero di staccarsi dallo schermo. L’algoritmo di trading automatizzato lavorerà per lui, cercando investimenti remunerativi. C’è da fidarsi? Ovviamente no.

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Non abbiamo a che fare con una strategia vincente ma con una truffa. Il sito ufficiale di Bitcoin Prime non esiste, ma esistono cento altri siti che rimandano alla formula. Attenzione: tutti questi siti sul web che compaiono digitando il nome di Bitcoin Prime sono potenzialmente pericolosi.

I siti affermano che i loro robot hanno un tasso di successo dell’88% circa. E promettono poi profitti fino a mille euro al giorno.

Ma, anche se Munk fosse davvero coinvolto, bisognerebbe andare cauti: non ci sono mai garanzie nel trading online; quindi, anche se l’intelligenza artificiale funzionasse, le dichiarazioni di questi siti suonerebbero un po’ troppo roboanti. Il rischio di perdere tutto o di non guadagnare c’è sempre. Quando il sito non è garantito né monitorato, questi rischi diventano certezze di danno.

Ripetiamo un concetto generale: il mercato dei bitcoin può essere un canale di investimento per broker esperti, ma siamo comunque nel dominio di un universo di speculazioni rischiose. È un mercato davvero poco stabile. Sale e scende, esplode e crolla, a una velocità preoccupante.

Una truffa globale

“Tesla ha sempre cercato di rendere felici i clienti di tutto il mondo; ora, oltre alla felicità, puntiamo a dare alle persone un aiuto concreto, mettendole nelle condizioni di poter realizzare i propri sogni e desideri”, queste sono le parole che vengono inappropriatamente collegate a Musk. E proprio su concetti del genere si basa la truffa.

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La paura di queste piattaforme è quella di essere presto oscurate. La nostra, invece, è che in molti investano nella piattaforma senza prima informarsi sui rischi.

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