Il buco più profondo della Terra misura solo 12 km | Perché non riusciamo a scendere di più

Il buco più profondo della Terra? Si chiama pozzo superprofondo di Kola, ed è stato scavato dai russi a partire dal 1970 per studiare la crosta terrestre e ciò che c’è più sotto. Si trova nella penisola di Kola, quasi al Polo Nord, non lontano dal confine finlandese. La perforazione è durata parecchio. La profondità massima raggiunta è stata di 12 km. Per l’esattezza 12262 metri. Poi ci si è fermati. Perché?

Scava, scava, scava, e prima o poi devi fermarti. E l’uomo si è fermato a 12 km, stabilendo un primato mondiale in termini di profondità verticale rispetto alla superficie terrestre. Sembra poco, soprattutto considerando quanti chilometri riusciamo invece a spingerci in longitudine e altitudine (quindi al di là dell’atmosfera). Ma il nostro sottosuolo è pericoloso e sconosciuto: scavare comporta difficoltà e rischi imprevedibili. Per questo motivo, da tanti anni ci accontentiamo dello scavo fatto dagli scienziati sovietici.

Il buco più profondo della Terra

Buco più profondo della Terra - curiosauro.it
Buco più profondo della Terra – curiosauro.it

Come siamo arrivati ai 12 km? Con una trivella gigantesca, chiamata Uralmaš 4E, e poi con un nuovo modello più potente, chiamato Uralmaš 15000. La prospettiva umana spesso ci inganna. 12 km in longitudine sembrano un niente, ma in profondità rappresentano un vero e proprio abisso. Il lavoro di scavo quindi è stato immane. Ci basti pensare che il punto più profondo dell’oceano cui siamo giunti si trova a circa 11 km, nella Fossa delle Marianne.

Gli scienziati, in verità, sarebbero voluti arrivare anche più giù. Non ne sono stati però capaci. Di fatto, non siamo riusciti mai a superare i 12 km.

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Nel 1984, nel pozzo superprofondo avvenne un incidente: una sezione di 5 km della colonna di perforazione si staccò e si incastrò nel buco. I tecnici provarono a recuperarla, ma senza successo. Si provò allora a superare l’ostacolo con una deviazione, ma si capì che procedere oltre era troppo rischioso. La procedura continuò a rilento, fino ai famosi 12 km. Qui le temperature si fecero infernali (circa 180 gradi centigradi). Le rocce poi si presentarono diverse da come i ricercatori si aspettavano: non erano solide ma plastiche. Quindi si ebbe paura di provocare smottamenti o terremoti.

La sorte del pozzo

Il pozzo superprofondo di Kola (Getty) - curiosauro.it
Il pozzo superprofondo di Kola (Getty) – curiosauro.it

La perforazione fu interrotta nel 1992 e il sito fu abbandonato definitivamente nel 2005. L’edificio principale, la torre di perforazione, è collassato su se stesso. Ancora non si sa il perché. Ma probabilmente l’abbandono ha contribuito più di cause naturali legate al perforamento.

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Grazie al pozzo superprofondo di Kola gli scienziati hanno scoperto molte cose interessanti. Fra tutte, alcuni fossili microscopici di organismi unicellulari, archiviati a 7 km di profondità. Sempre a 7 km, si è poi scoperta dell’acqua. Anche la temperatura rivelata è stata una sorpresa. Nessuno studiosi si aspettava che già a livello della crosta iniziale potesse fare così caldo.

Sappiamo che la crosta della Terra è spessa circa 40 km, in media, ed è formata soprattutto da rocce solide. Dopo questa fascia, parte il mantello: lo strato più largo della Terra, dal diametro stimabile in circa 2900 km. Poi c’è il nucleo esterno, lo strato liquido che circonda il vero centro della terra. Questo centro viene detto nucleo interno, e della sua composizione, a oggi, sappiamo davvero ancora poco.

Per arrivare al centro della Terra si dovrebbero scavare circa 6400 km.

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