La storia terrificante che si cela dietro l’isola delle bambole in Messico: il mistero è stato finalmente svelato!

Conoscete la storia dell’isola delle bambole che si trova in Messico? Fa davvero paura, anche se il mistero che la circonda è stato finalmente svelato.

Le bambole che si trovano in questo luogo hanno delle caratteristiche che le rendono spaventose, e chi le ha viste dal vivo lo ha sempre confermato. Scopriamo qualcosa in più su questa storia.

Isola delle bambole Messico
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L’isola delle bambole si trova a pochi chilometri da Città del Messico ed è facile da raggiungere. Ma voi ve la sentireste di visitare un posto simile?

Un’isola terrificante

Non molto distante da Città del Messico, in una zona lagunare selvaggia e remota, c’è un’isola splendida dalla natura incontaminata. È Xochimilco, un posto che potrebbe essere una magnifica attrazione turistica, ma che di accogliente, pare, abbia ben poco.

L'isola delle bambole, Messico
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Tra i quasi 200 chilometri di canali navigabili e nel mezzo di una natura allo stato puro, chi viene in questo luogo, nella Isla de las Muñecas, lo fa perché in realtà è mosso da una pura curiosità nei confronti di un posto dove il terrore gioca un ruolo fondamentale. Ma cosa rende questa isola così spaventosa? La presenza di alcune bambole.

Ci sono, infatti, migliaia di bambole abbandonate sparse in questa zona che creano davvero un’atmosfera da film horror. Alcune senza arti, altre senza testa, sono lì come impiccate quasi ad aspettare che qualcuno si faccia vivo. Ma perché si trovano in quel luogo? Sono più di 1.500 e sono sparse ovunque: alcune appese agli alberi, altre inchiodate e altre ancora per terra. Tutte vecchie e logore!

La storia

La storia dietro questo terrificante sodalizio di bambole è, però, un po’ più triste di quanto si possa immaginare. Tutto ebbe inizio negli anni ‘50, quando l’eremita e guardiano dell’isola, Don Julián Santana Barrera, iniziò a saldare una sorta debito. Barrera, che ha vissuto sull’isola per 25 anni, stava nuotando in uno dei canali quando si imbatté in una ragazza. L’uomo vide che la bimba stava per affogare ma, nonostante i suoi tentativi, non riuscì a salvarla.

Appesantito dal senso di colpa e credendo di aver sentito la piccola reclamare la sua bambola pochi istanti prima del fatidico esito, l’uomo iniziò a sentire la sua presenza ovunque sotto forma di fantasma, urlando e piangendo nei dintorni di Xochimilco. Fu per onorare lo spirito della bambina che l’uomo appese la prima bambola in casa sua.

Da allora, si racconta che la solitudine e la paranoia dello stesso Barrera crebbero a dismisura, tanto che egli si sentiva perseguitato da quella presenza, convinto che lo spirito della bimba aleggiasse proprio nella bambola. Ebbe così inizio la sua ossessione per le  bambole di ogni misura e fattura, deformi e mutilate, recuperate dalla spazzatura o dragate dal canale. Le recuperava tutte e le metteva da ogni parte.

Oggi l’isola ha un proprio sito web e una frotte di turisti che vengono curiosi a scoprire la collezione Barrera. Un’isola delle bambole tanto terrificante quanto tenera che non tutti osano visitare. Un luogo adatto a chi ama le atmosfere da film horror. Provare per credere!

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