Vaccini Covid: un disastro perché molti stanno andando al macero. I paesi ricchi hanno buttato via milioni di dollari!

Buttati via milioni di dollari da parte dei paesi più ricchi perché molti dei vaccini Covid stanno andando al macero. Un vero disastro!

Uno spreco enorme perché questi vaccini si sarebbero potuti utilizzare tutti, magari regalandoli a paesi più poveri prima che andassero in scadenza. I paesi ricchi si dovrebbero vergognare!

Vaccini Covid
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Uno scandalo, sia per lo spreco di denaro che per quello della produzione. Non si possono lasciar marcire dei vaccini che hanno salvato molte vite perché non più utilizzabili! Ma come è potuta accadere una cosa del genere?

Vaccini Covid da buttare

I paesi più ricchi hanno ordinato troppe dosi di vaccini Covid e non le stanno usando. Ma le donazioni ai paesi più poveri arrivano troppo tardi, quando le fiale sono scadute. E anche la logistica resta un problema. 

Macchinario per il macero
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Che l’accesso alle dosi di vaccino sia stato diseguale tra i paesi del mondo è un tema che in effetti è stato sottolineato fin dall’inizio. Eppure, a ormai quasi due anni dal Vaccine day europeo, nei paesi più poveri i dati sull’accesso alle dosi continuano a essere molto bassi. Questo mentre i paesi più ricchi continuano a distruggere milioni di fiale ormai scadute perché ne avevano ordinate troppe.

Qualche giorno fa la Svizzera, per esempio, ha annunciato che provvederà a distruggere nove milioni di dosi di vaccino Moderna perché scadute. A questo conteggio se ne aggiungeranno presto altri cinque milioni, la cui scadenza è fissata a inizio 2023 ma la cui richiesta è di fatto azzerata.

Anche il Canada si è trovato in una situazione uguale a quella Svizzera. Nei mesi scorsi ha mandato al macero 13,6 milioni di dosi di AstraZeneca. In effetti quando è partito lo sviluppo di più vaccini, il Canada ha firmato accordi che riservavano al paese fino a 500 milioni di dosi di sette diversi potenziali vaccini, questo a fronte di una popolazione di sole 38 milioni di persone. Uno spreco annunciato.

Disuguaglianze vaccinali

I paesi industrializzati nel momento in cui sono stati sviluppati i vaccini hanno cercato di arraffare tutto l’arraffabile, al di là di quelle che erano le effettive necessità. La corsa al vaccino si è così tradotta in un enorme sperpero di dosi, come mostrano il caso svizzero e quello canadese. 

Secondo i dati dell’Unione africana, solo il 22,7% della popolazione del continente ha completato il ciclo vaccinale. In alcuni paesi questa percentuale precipita ulteriormente: in Niger si attesta al 6,5%, in Madagascar al 5,4%, in Burundi addirittura allo 0,2%, in questo caso per effetto anche di una certa esitazione nel governo e nella popolazione nell’avviare la campagna vaccinale.

Le maggior parte delle dosi sono, insomma, state create a misura di paese ricco e non è un caso che siano finite per la quasi totalità proprio in questi posti. Ora che paesi come gli Stati Uniti hanno dichiarato terminata la pandemia, con la conseguenza che non compreranno più vaccini, forse qualcosa potrebbe cambiare nella vaccinazione delle aree più povere del mondo.

People’s Vaccine Alliance e l’International Treatment Preparedness Coalition (Itpc) hanno realizzato un report da cui emerge come il deficit vaccinale nei paesi poveri sia conseguenza di forniture non adeguate, ma anche di una scarsa adattabilità dei vaccini nella loro conservazione e somministrazione ai contesti più difficili. 

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