Sei gay o lo diventi? Una sconcertante scoperta potrebbe cambiare tutto per sempre

È la domanda che ancora molti esperti si chiedono: gay si nasce o si diventa? Ora sembra che finalmente una risposta ci sia, ma è davvero sconcertante.

L’omosessualità, sia maschile che femminile, è sempre stato un terreno difficile da definire, e lo sarà ancora di più visto le ultime tendenze in fatto di sesso che si stanno diffondendo.

L'amore tra due maschi
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Tra pansessuali, asessuali, polisessuali e omossessuali diventa sempre più complicato definire una tendenza univoca. Proprio per questo, forse, sarebbe il caso di non dare definizioni, e di lasciare che le persone vivino la loro sessualità come meglio credono.

Gay si nasce o si diventa?

Gli scienziati ne discutono ancora, perché l’amore gay ha le sue particolarità che vanno capite e accettate. Sono secoli ormai che se ne parla, ma sembra che una soluzione univoca ancora non ci sia. E la domanda rimane.

Omosessualità
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Pur essendo sempre esistita, l’omosessualità nel corso della storia ha avuto i suoi alti e bassi. Accettata e incoraggiata nell’antica Grecia, diventò un vizio morale a partire dal Medioevo. A fine Ottocento venne considerata una patologia quando lo psichiatra tedesco, Richard von Krafft-Ebing, la inserì tra le devianze sessuali accanto alla pedofilia e al sadomasochismo. Solo nel 1990 l’OMS la eliminò dalla classificazione internazionale delle malattie!

A pagare le conseguenze di tanta confusione è stata anche la scienza. Gli studi sull’orientamento sessuale non mancano, ma i loro difetti sono tanti. Per esempio, nella maggior parte dei casi riguardano omosessuali maschi. Inoltre, molte ricerche sono state considerate pregiudizievoli proprio perché inficiate dalle convinzioni di chi le svolgeva.

Inconcludenti anche gli studi sui geni dell’omosessualità. Al momento sono state identificate due varianti genetiche, una sul cromosoma X e una sul cromosoma 8, che sembrano più frequenti nei gay. Ma il loro significato è discutibile. E gli evoluzionisti si chiedono: perché mai la selezione naturale avrebbe favorito un comportamento che riduce il successo riproduttivo?

Qual è la risposta in ultima analisi?

Quello che oggi la scienza tende a pensare è che in tutti noi ci sia una componente bisessuale fluida che poi, durante la crescita dell’individuo, tende a incanalarsi in una direzione ma che talvolta si modifica anche nel corso della vita. Questo non significa che si possa comandare o controllare il proprio orientamento, anzi.

È dimostrato, infatti, che le cosiddette terapie riparative, che cercano di convertire un gay o una lesbica in eterosessuali,  causano gravi danni psicologici senza ottenere alcun tipo di risultato. Certo è che oggi, con il ridimensionamento dei pregiudizi e la relativa libertà con cui, in molti Paesi, si può assecondare il proprio orientamento, stanno cadendo molti degli gli stereotipi legati all’omosessualità.

Anche molti luoghi comuni sull‘argomento si stanno sgretolando (soprattutto quelli legati al ruolo sessuale, al tipo di voce o alla presunta mascolinità delle donne lesbiche, ecc.) e questo fatto rende la vita delle persone che seguono questa linea un po’ più semplice. Che sia la volta buona che la scienza la smetta di farsi troppe domande e lasci a tutti la possibilità di sperimentare la propria sessualità senza catalogarla? Noi lo speriamo davvero!

 

 

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