Sai perché il “conservatorio” si chiama così? Il motivo è la sua funzione originaria (e non si parla di musica)

Quanti di voi conoscono il vero significato della parola conservatorio? L’origine del nome non ha nulla a che vedere con la musica, come in tanti pensavamo, ma riguarda un aspetto poco conosciuto. Scopriamo quale.

L’origine della parola conservatorio è molto diversa dall’idea comune, e non ha nulla a che fare con la musica. Risale a secoli passati e nasconde un significato che potrà sorprendere.

Bambini senza genitori
Fonte_pixabay

Il conservatorio non è solo un luogo deputato alla musica, come lo si intende correntemente, ma ha un’origine diversa e inaspettata. Un’origine dal significato più profondo. Continuate la lettura per scoprire qual è.

Le vere origini della parola conservatorio

La funzione originaria del conservatorio non aveva nulla a che fare con la musica. I primi conservatori, infatti, furono creati nel XVI secolo a Napoli, Venezia e Palermo con lo scopo proprio di conservare (nel senso di proteggere) gli orfani e i ragazzi più bisognosi.

Conservatorio
Fonte_facebook

Uno degli obiettivi principali di questi luoghi di accoglienza era quello di avviare i ragazzi a una professione, in modo tale che potessero trovare la loro strada nella vita. Una fra queste era proprio quella del musicista. Inoltre, i giovani presenti al conservatorio imparavano anche a:

  1. Leggere.
  2. Scrivere.
  3. Cucire.
  4. Dipingere.
  5. Lavorare il legno.

Per quanto riguarda il discorso musicale, i più portati e predisposti ricevevano anche un’educazione in tal senso. Imparavano a scrivere la musica e a suonare gli strumenti: i più talentuosi entravano a far parte di complessi corali, e insieme anche agli altri conservavano la tradizione musicale.

Un esempio di conservatorio famoso in Italia è quello di Santa Cecilia a Roma, dove l’attività dei conservatori si è trasformata nel tempo da assistenziale a didattica e di insegnamento prettamente musicale. La nascita dell’istituzione risale al 1875 per opera di Giovanni Sgambati ed Ettore Pinelli nel quadro della riorganizzazione dell’istruzione operata dallo stato sabaudo. L’istituzione musicale, tuttavia, affonderebbe le proprie radici in epoca più remota (XVI secolo) in quanto deriverebbe dalla Congregazione de’ musici di Roma.

Oggi il conservatorio di musica Santa Cecilia è un Istituto di Alta Formazione Musicale afferente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dello Stato Italiano. Opera in ambito nazionale ed internazionale, svolgendo un’opera attenta di divulgazione e sviluppo dei talenti sul territorio e attività di formazione, produzione musicale e ricerca. Se amate la musica e vi piacerebbe intraprendere una carriera in tal senso, non vi resta che prendere informazioni sulle attività di questo conservatorio.

Gestione cookie