Xiaomi ‘gli dice addio’: i clienti non ci stanno, volano le critiche sui social

Una scelta criticata quella di Xiaomi che, come già successo per altre aziende, ha deciso di percorrere una strada già battuta. La sorpresa, a sfavore di tutti gli acquirenti, però, potrebbe già essere sugli scaffali.

La nota azienda di telefonia mobile ha da poco lanciato una nuova serie di Redmi, partendo dall’India come banco di prova. Il nuovo modello si chiama “Redmi Note 11 SE”, e sembra differire davvero poco dal resto della produzione di Xiaomi. Ma rispetto al modello quasi omonimo per il mercato occidentale, questo modello sarà più leggero, almeno nel packaging.

Xiaomi
Fonte: Canva

Xiaomi sembra voler prendere esempio da altre grandi aziende del settore, che già da anni hanno preso la stessa decisione per i propri prodotti. Sono ancora vivide nella memoria di molti le critiche mosse ad Apple, la prima azienda a scegliere di “alleggerire” i propri dispositivi. Ma da lì molte altre aziende hanno visto il potenziale di questa, per alcuni, drastica decisione, come Samsung, altro colosso della telefonia.

Quanto a Xiaomi, finora, l’azienda si era limitata ad applicare questo metodo solo ai modelli di fascia più alta, una ridotta parte del proprio mercato. Ma questo Redmi Note 11 SE, potrebbe indicare invece un cambio di rotta netto, testato per ora solo sul mercato asiatico, partendo appunto dall’India. Xiaomi ha deciso di rimuovere dalle confezioni dei propri smartphone il caricabatterie, la “spina” per dirla più semplice. Le motivazioni dietro questa scelta non sono ancora stare chiarite dall’azienda, che non ha rilasciato alcun comunicato, almeno tramite i canali ufficiali.

Xiaomi: niente caricabatterie, una scelta ecologia e commerciale

Come già detto, molte altre aziende del settore hanno, da tempo, deciso di rimuovere il caricabatterie dalle confezioni. Le motivazioni sono molti semplici, da un lato un migliore impatto ecologico, dall’altro un guadagno per l’azienda. Eliminare il caricatore vuol dire ridurre i costi di produzione, risparmiando sul costo dei materiali e riducendo anche di conseguenza l’inquinamento. Tutti a casa avremo cassetti pieni di vecchi caricabatterie, compatibili con buona parte dei prodotti, ancor più se siete affezionati acquirenti dello stesso brand.

Caricabatteria
Fonte: Canva

Meno rifiuti elettrici prodotti, costi più bassi e per le aziende e qualche euro in meno da spendere per gli acquirenti. Tutti contenti insomma, eppure, questa scelte sembra non far contenti tutti gli acquirenti, che spesso ritengono che il caricabatterie sia un componente necessario. Così tanto da dover essere rinnovato ad ogni nuovo acquisto di uno smartphone, pur non essendoci una reale necessità.

All’interno della confezione del “Redmi Note 11 SE” troveremo quindi la classica fornitura, meno il fondamentale pezzo elettrico. Ovvero: un solo cavo USB-C, la chiave per rimuovere SIM e scheda SD, una custodia protettiva ed i classici libretti di guida rapida e garanzia. Neanche un paio di auricolari come succedeva una volta, solo lo stretto necessario, costringendoci spesso ad un acquisto accessorio allo smartphone. Fortunatamente, sembra che Xiaomi stia temporeggiando su questa scelta e non è ancora chiaro se interesserà il mercato occidentale.

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