Vendicarsi di un torto subito: è veramente la soluzione giusta?

Quella del vendicarsi è una pratica pseudo-morale che l’uomo conosce da millenni. Ma la vendetta non ha un effetto realmente positivo sulla nostra psiche: non è così dolce come si dice…

L’essere umano dovrebbe essere l’unico animale che mette in campo pensieri, intenzioni e azioni di vendetta. Parliamo della volontà cosciente di commettere azioni dannose contro una persona o un gruppo per reagire a un’offesa, un torto o un danno.

Vendetta www.curiosauro.it
Nella mitologia greca le Erinni (o Furie) erano le divinità della vendetta. In questo quadro vediamo il rimorso di Oreste, circondato appunto dalle Erinni. L’opera è di William-Adolphe Bouguereau (wikipedia) – www.curiosauro.it

Vendicarsi non è mai una buona idea: ce lo spiega la scienza

Le società antiche hanno sempre incoraggiato negli uomini il vendicarsi. Quasi tutti i miti e i racconti fondativi parlano di faide, riparazioni, onore e giustizia personale. Anche se le amministrazioni e i codici morali condannavano formalmente la vendetta, l’uomo che agiva in risposta a un grave torto subito era inteso come sistematore di un’armonia corrotta o di una dignità violata.

Ma cosa succede dopo che un uomo si è vendicato? L’idea è che la vendetta possa lavare via l’offesa e risolvere il male da cui ci si sente oppressi. Ma è davvero così? I grandi filosofi morali e il Cristianesimo ci hanno insegnato che la vendetta non fa altro che riconfermare la corruzione alla giustizia e la potenza del male. E oggi alcuni psicologi confermano questa antica tesi. A quanto pare, secondo la loro indagine, il vendicarsi fa perdurare lo stato d’animo negativo e i fastidiosi pensieri connessi ai torti subiti.

Un’interessante ricerca dalla Colgate University negli Stati Uniti ha mostrato come la vendetta non può mai risolvere il disagio iniziale ma solo acuirlo. Come si è arrivati a una tale conclusione? Con un esperimento…

Disagio e slealtà

Faida - www.curiosauro.it
La faida è una manifestazione di odio legata alla vendetta presente in tutte le culture umane (wikipedia) – www.curiosauro.it

I ricercatori hanno sottoposto alcuni volontari a un esperimento. Tutti i partecipanti allo studio versare una quota di denaro in una cassa comune. Il totale di questa raccolta veniva poi moltiplicato per un fattore e diviso equamente fra membri del gruppo, trasformandosi in un profitto. I volontari, però, potevano anche decidere di non versare un dollaro. E alla fine anche coloro che non avevano pagato nulla avrebbero comunque partecipato alla spartizione finale.

Dopo questa fase, i ricercatori hanno presentato i volontari sleali agli altri partecipanti allo studio. E i ricercatori hanno permesso ai volontari offesi di vendicarsi su costoro con un’offesa pubblica o un monito. Non tutti hanno deciso di farlo. E coloro che non si sono voluti vendicare hanno superato più velocemente il disagio provato in seguito al torto subito. Chi si è vendicato, invece, ha continuato a sentirsi preda di emozioni negative.

Davvero gli animali non sono vendicativi?

Secondo tutti gli studi compiuti finora, soltanto alcuni primati hanno espresso comportamenti compatibili con la vendetta. Ma in ogni caso si trattava sempre di faide legate a questioni territoriali o a proteste dovute a palesi ingiustizie.

Tempo fa l’Università di Emory University portò a termine un’interessantissima ricerca su delle scimmie cappuccino. Due esemplari venivano sottoposte a un test. Quando rispondevano correttamente alle richieste dei ricercatori venivano premiate con della frutta, altrimenti ottenevano soltanto un cetriolo. I ricercatori hanno poi cominciato a premiare una sola delle scimmie, per capire la reazione dell’altra. Be’, dopo un po’ la seconda scimmia ha cominciato a gettare via i cetrioli e a prendersela anche con la scimmia premiata.

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