Alzheimer, la diagnosi si fa anche con il cellulare: la svolta epocale

Una diagnosi precisa che attesti l’Alzheimer non è semplice né immediata. Ma una nuova modalità diagnostica, attraverso il cellulare, potrebbe essere la scolta che si stava aspettando da tempo…

L’Alzheimer è la malattia che porta il peso di causare la fascia più alta di demenza. Infatti, dei casi di demenza, 7 persone su 10 ricevono diagnosi di Alzheimer. Una malattia subdola, che lo diventa ancora di più quando a soffrirne sono persone giovani, che all’improvviso sprofondano nell’oblio. Non è semplice ricevere una corretta diagnosi di questa malattia, ma, grazie alla tecnologia, basterebbe un cellulare.

Alzheimer, la diagnosi si fa anche con il cellulare: la svolta epocale- curiosauro.it- 020711
Alzheimer, la diagnosi si fa anche con il cellulare: la svolta epocale- curiosauro.it

Alzheimer, un team di ricercatori all’opera per cercare di velocizzare le diagnosi e renderle quanto più possibili precoci

Ricercatori dell’Università americana di San Diego coordinati dal professor Edward Wang hanno sviluppato un’applicazione per smartphone che permetterebbe di definire o meno diagnosi di Alzheimer. Questa tecnologia si basa sulla funzionalità della fotocamera a infrarossi e sulla possibilità di adoperare lo strumento innovativo del riconoscimento delle facce. Ovviamente si tratta di uno strumento capace di portare ad un primo screening coloro che sembrerebbero predisposti a sviluppare la malattia.

Il cellulare sarebbe in grado di rilevare alcuni fattori quasi impercettibili

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Dementia and Occupational Therapy – Home caregiver and senior adult woma

Si possono cogliere dei disturbi cognitivi in base le risposte date ai fini dello svolgimento di comandi imposti ai possibili malati di Alzheimer. La reazione agli stimoli e il comportamento delle pupille sono infatti le spie salienti. La tecnologia utilizzata si sposa con le ultime trovate tecnologiche. Un avanzamento avuto soprattutto nell’ambito della tecnologia dedicata agli smartphone. La cosa sensazionale è che uno strumento ormai diventato di uso comune può davvero costituire un potente alleato della medicina. In questo caso si tratterebbe di individuare per tempo possibili malati di Alzheimer, che però non manifestano sintomi significativi, silenti ancora sotto un certo punto di vista.

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