Se siete belli, neppure una brutta smorfia riesce a imbruttirvi: come mai?

I belli rivelano la loro armonia estetica in ogni caso. Anche se fanno smorfie. Lo rivela uno studio condotto da psicologi dell’Università di Portsmouth. Quindi la posa c’entra fino a un certo punto. Non dovreste sforzarvi di atteggiare le labbra in un certo modo e di mostrare il profilo migliore: se siete belli, colpirete l’osservatore anche senza assumere pose strategiche.

Non c’è bisogno di sorridere, di raddrizzare le spalle e di rilassare il volto. Chi è bello rimarrà tale anche se il suo volto apparirà deformato da smorfie ed espressioni non del tutto fotogeniche. Come mai?

Niente smorfie (Commons license) - www.curiosauro.it
Vanno bene anche le smorfie (Commons license) – www.curiosauro.it

Se siete belli, colpirete l’osservazione anche se non siete in perfetta posa

Uno studio del Dipartimento di psicologia dell’Università di Portsmouth, organizzato dal dottor Ed Morrison e pubblicato sul Journal of Nonverbal Behavior, ci dimostra che il sex appeal e la bellezza non hanno a che fare con pose alla moda o di seduzione.

La ricerca indaga nelle capacità attrattive di un volto nelle sue diverse espressioni. Il dottor Morrison ha dato vita a un esperimento analitico chiedendo a più di cento volontari (uomini e donne) di votare i volti più gradevoli fra trenta foto disponibili. I trenta ritratti mostravano volti atteggiati in varie espressioni: sorrisi, smorfie di disgusto, cipigli, reazioni di spavento o sorpresa… E nessuno dei volontari ha privilegiato i sorrisi in posa alle altre espressioni. Tutti si sono concentrati sulla bellezza in sé, al di là dell’atteggiamento del viso.

E questo cosa vuol dire? Che le smorfie modificano sì l’espressione del nostro volto ma non ci rendono più brutti o meno belli. Insomma, se siete belli, verrete giudicati tali anche se state sbadigliando o state facendo il broncio. I tessuti profondi di un viso non sono modificabili. E gli osservatori riescono a capire se un viso è attraente o meno a prescindere dalle espressioni facciali. Le espressioni servono ad altro… A cosa?

Smorfie ed espressioni facciali

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Stati d’animo e smorfie. Ecco una famosa opera dello scultore tedesco Franz Xaver Messerschmidt che indagò nella psiche umana attraverso le espressioni buffe e distorte dei volti (Commons license) – www.curiosauro.it

Secondo il dottor Morrison, le smorfie hanno comunque un importante valore comunicativo. Anche se non ci dicono nulla sulla bellezza di un individuo possono fornirci indicazioni sul suo stato d’animo e le sue intenzioni. Istintivamente e culturalmente, siamo infatti preparati a interpretare correttamente ogni smorfia facciale. Riconosciamo un volto arrabbiato o disgustato, occhi annoiati o una bocca arricciata dal dispetto…

E anche se queste smorfie ci offrono informazioni importanti sul carattere o lo stato emotivo di una persona, non determinano la nostra attrazione. Quindi non serve a molto imbronciare le labbra come di moda nelle foto sui social.

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