Libri: chi legge di più ha delle capacità diverse

I lettori, quelli veri, che divorano un libro dopo un altro si riconoscono da alcune abilità particolari e molto evidenti. Delle vere e proprie capacità che non tutti possono vantare di possedere

Ti è mai capitato di essere al cospetto di un vero e proprio divoratore di libri? Forse stesso tu sei parte di questa categoria. Ad ogni modo chi legge e lo fa spesso ha di sicuro degli assi nella manica. Peculiarità, capacità non riscontrabili facilmente in tutti. Scopriamo di che cosa si tratta…

Libri: chi legge di più ha delle capacità diverse- curiosauro.it- 220622
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Abilità che non si acquisisce all’improvviso

Uno studio di recente pubblicato su Neuroimage mette in evidenza come chi sia pratico di letture e ami leggere e soprattutto lo fa spesso è individuabile da alcune capacità. Coloro che sono abituati a leggere sin da piccoli, non solo hanno la capacità di essere buoni scrittori, bensì di avere un’abilità nella decifrazione delle parole. Non ha bisogno di leggere per esteso, riesce al minimo colpo d’occhio ad intuire ciò che c’è scritto in un paragrafo. Non è mera questione di velocità, quanto di un meccanismo di riconoscimento molto sviluppato dei lemmi, che fa sì che essi siano categorizzati in macro-categorie.

L’area visiva alla base di questa capacità

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Chi ha sempre letto poco o niente deve soffermarsi sulle parole e leggerle per intero per riuscire a scandirle e a ripeterle ad alta voce. Chi è avvezzo ala lettura ha il “super potere” di essere veloce nella decifrazione dei vocaboli e nella loro realizzazione linguistica. Per i lettori sicuri e fluenti non ci sarebbero problemi nemmeno dinnanzi a dei lemmi mai incontrati prima. La decifrazione appare molto più immediata e spontanea. A dimostrarlo risonanze magnetiche studiate di alcuni volontari. Si tratta di un processo visivo, infatti i lettori acuti non anno bisogno di ripetere, scandire le parole per capire, perché? La regione cerebrale che processa l’informazione è maggiormente allenata. Questo studio mette in evidenza come ben due regioni si attivino durante la lettura: una per l’immagine e una per il suono. Questa scoperta potrebbe essere d’aiuti per far luce sui disturbi come la dislessia.

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