Cornuto a chi? Ecco perché il tradito c’ha le corna

In Italia è una delle ingiurie più diffuse. Qualcuno ti taglia la strada in auto? Be’, è un cornuto. L’arbitro non dà il rigore. Anche lui cornuto… Ma il titolo spetta di diritto al partner tradito, e quasi sempre all’uomo. Come mai? Da che deriva questa particolare associazione fra corna e tradimento subito?

In generale, le corna sono simbolo di negatività, soprattutto nell’iconografia cristiana. Dante arriva nell’inferno e dice: “Vidi demon cornuti con gran ferze”. Il diavolo stesso ha un bel paio di corna. E, a quanto ne sappiamo, all’epoca di Dante l’appellativo aveva già un contenuto riferibile all’uomo tradito.

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Perché il tradito viene chiamato cornuto? (Pixabay) – www.curiosauro.it

Quando è nata l’espressione cornuto?

Il termine deriva dal latino cornutus, derivato di cornu, che è il corno animale, come quello di una capra o di un toro. Ma per i latini gli uomini traditi non avevano le corna. L’origine di questa curiosa usanza linguistica è posteriore. C’è chi ha provato a forzare un legame dell’epiteto con il mito di Minosse, il re di Creta e padre del Minotauro. Pare infatti che la moglie di Minosse, Pasifae si fosse innamorata di un bellissimo toro bianco. E il sovrano, per far contenta la moglie, chiese al suo inventore di fiducia (Dedalo, ovviamente) di costruire una sorta di corazza a forma di mucca, per permettere alla donna di soddisfare il suo desiderio carnale senza essere uccisa. Da quest’unione immonda nacque appunto il Minotauro, metà uomo e metà toro. E Minosse cominciò a essere preso in giro dai cretesi, che quando lo vedevano passare, gli facevano il gestaccio delle corna.

Tale versione, però, non ha alcuna prova documentaria. Non ci sono scrittori classici che riportano questa associazione fra tradimento e corna. Siamo invece più sicuri che l’uso della parola si sia diffuso in Oriente e poi in Italia del Sud nel XII secolo, grazie all’imperatore bizantino Andronico I, detto Comneno.

L’imperatore senza scrupoli

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L’imperatore bizantino da cui ha probabilmente preso il via l’ingiuriosa espressione (wikipedia) – www.curiosauro.it

Nel settembre 1183 Andronico divenne imperatore bizantino dopo una serie infinita di tradimenti, colpi bassi, intrighi e omicidi politici. Il grande imperatore era un tipo molto crudele. Ed era anche un farfallone. Quando s’invaghiva di qualche signora, faceva di tutto per possederla. Se la donna era sposata, costringeva i mariti a cedergliela. E se i mariti si rifiutavano li faceva arrestare per futili motivi. Poi giaceva con le loro mogli e come beffa finale ordinava di mettere una testa di cervo sulla porta delle loro case. Tipo marchio di fabbrica.

Re di Sicilia Guglielmo II era il suo nemico numero uno, e pare che Andronico avesse provato a sedurre anche la moglie del re normanno (come aveva già fatto con quella del re di Gerusalemme). A un certo punto i normanni giunsero ad assediare Costantinopoli, per far cadere il terribile imperatore. E qui notarono la strana usanza delle corna appese alla porta. Quell’usanza fu così introdotta in Sicilia, e da lì in tutto il Sud Italia e poi nel resto della penisola.

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