Come fanno gli astronauti a comunicare nello spazio? La risposta è semplice

Vi siete mai domandati come comunicano gli astronauti (fra loro e con la Terra) nello Spazio? Da un punto di vista fisico, sappiamo che i suoni, per esprimersi, devono viaggiare attraverso l’aria, cioè fra determinate particelle di gas. Ma lo Spazio è un ambiente particolare, con pochissime particelle di gas per centimetro cubo…

Il suono può viaggiare solo attraverso un solido, liquido o gas. Come si comporta invece nel vuoto? Lo Spazio non è proprio un vuoto, ma ci si avvicina molto. E in questo senso, una risonanza acustica qualsiasi, sotto forma di vibrazione in un mezzo fisico, non può propagarsi. E, infatti, tutti sanno che nel vuoto i suoni non si trasmettono.

Samanta Cristoferetti
Samanta Cristoferetti (web source)

Come comunicano gli astronauti nello Spazio

Gli astronauti comunicano nello Spazio in due modi. Il primo è sfruttando i satelliti. La fitta rete di ripetitori in orbita invia e riceve di continuo segnali dai ricevitori dislocati sulla Terra. E sono queste infrastrutture che rendono possibile per gli astronauti nello Spazio (quando sono all’interno della navicella o collegati con una radio) mantenere le comunicazioni con i tecnici che li assistono dalla Terra. Quando pensiamo a un astronauta lo immaginiamo sempre in contatto con il Mission Control di Houston, gestito dalla NASA. E in effetti è così. La comunicazione non subisce alcun tipo di ritardo dall’orbita occupata dalla Stazione spaziale internazionale. Se ci allontaniamo dalla Terra, però, queste comunicazioni subiscono per forza di cose un ritardo.

La NASA ha studiato che la prossima missione su Marte comporterebbe ritardi nelle comunicazioni dai tre ai venti minuti. Ma torniamo un attimo agli astronauti in giro per lo Spazio. Possono comunicare fra loro? Nell’astronave senza problemi, dato che all’interno di quell’ambiente c’è abbastanza aria. Ma nello Spazio aperto? Lì devono trovare una maniera alternativa… E come fanno?

Onde trasformate in suoni

Onde radio: radiazioni elettromagnetiche dello spettro elettromagnetico, confinate nella banda di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz, ovvero con lunghezza d’onda maggiore di 1 mm (Pixabay) – curiosauro.it

Il suono, ripetiamolo, è una vibrazione che muove delle particelle d’aria. Un’alterazione di pressione, in poche parole. Quindi qualsiasi suono percepibile nello Spazio deve fare a meno dell’aria, attraverso cui la vibrazione può muoversi. E come si fa? Ci si affida allo spettro elettromagnetico, cioè a onde che non sono propriamente suoni.

Dunque gli astronauti comunicano tra loro nello Spazio attraverso l’uso di onde radio. Funziona così: il segnale delle onde radio viene inviato alle cuffie e tradotto sotto forma di suono. E lo stesso succede quando si riceve e si invia un messaggio terrestre. Questa comunicazione viene inviata sotto forma di onde radio e viene poi tradotta in onda sonora (cioè in un messaggio) da un apparecchio radio.

Ma che cos’è un’onda radio? Una particolare frequenza elettromagnetica dello spettro luminoso chiamato appunto spettro elettromagnetico. Quindi si tratta di un’onda luminosa. Da ciò si capisce che per comunicare nello Spazio si usa la luce. La luce, infatti, non ha bisogno di un mezzo fisico per viaggiare.

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