Khara Khoto, la città maledetta dei mongoli

Khara Khoto è un’antichissima e misteriosa città della Mongolia interna. Un tempo, fu un centro ricco e affollato, nonostante sorgesse in una zona arida. La vicinanza con la trafficata Via della Seta ne fece una tappa obbligata per mercanti e viandanti. Dopo un terribile massacro, però, i mongoli hanno abbandonato e poi dimenticato questo sito. Per secoli nessuno si è avvicinato alle rovine della città, nella convinzione che fossero infestate da migliaia di spettri.

La grande città in rovina è oggi rinata grazie all’interesse archeologico di alcuni illuminati studiosi. In seguito ai recenti scavi abbiamo trovato migliaia di manoscritti antichissimi in lingua tangut, preziosi manufatti e opere d’arte. E, a quanto pare, non è spuntato fuori nessun fantasma!

Le splendide rovine dell’antica città mongola (Commons license) – curiosauro.it

Il destino di Khara Khoto

Khara Khoto, in lingua mongola, significa la città nera. E per la gente del luogo questo insediamento è sul serio contaminato da una maledizione. Proprio questo timore secolare ha permesso ai ricercatori di trovare dei veri e propri tesori, fra cui libri preziosissimi, cui nessuno si era accostato per paura della maledizione.

Anche il nome cinese del sito, cioè Heicheng, ha a che fare con un contenuto nefasto. Tutti insomma hanno interpretato Khara Khoto come una città infestata e spaventosa. Non era così però secoli fa, ossia prima del XIII secolo, quanto i Tangut prosperarono nella zona. Per i Tangut, che fondarono la città, il nome del luogo era Yijinai.

Anche Marco Polo menzionò nel suo Il Milione Khara Khoto. La chiamava però Etzina. Ma ora siamo sicuri, grazie a ricerche filologiche e lavori archeologici, che la città citata da Polo fosse proprio Khara Khoto. Il veneziano la descrive come una città persa nel deserto, ma piena di traffico e di beni. Ci parla di cammelli e di falchi, di botteghe e di templi idolatri.

La città dei fantasmi dei Tangut

Marco Polo, il noto viaggiatore veneziano che raggiunse la Cina nel XIII secolo (Commons license) – curiosauro.it

Dunque Khara Khoto era abitata dai Tangut, conosciuti anche come Xia: un importante gruppo etnico della Cina nord-occidentale. L’impero cinese usava queste popolazioni per tenere a bada i tibetani e i mongoli. Erano guerrieri e pastori. Gente dura, abituata a soffrire e ubbidie. Ma presto i Tangut si resero indipendenti dalle dinastie cinesi. Quando i mongoli sferrarono il loro attacco sulle provincie dei Tangut la guerra perdurò per almeno vent’anni. Ma a metà del XIII secolo i terribili mongoli riuscirono a impossessarsi della città.

Così i mongoli regnarono su Khara Khoto per più di un secolo. Poi nel 1372 ci fu una grande battaglia fra mongoli e cinesi. La storia ci racconta che i cinesi portarono contro i mongoli un esercito enorme. Assediarono la città per più di un mese. Deviarono persino il corso di un fiume per far morire di sete la popolazione. Alla fine gli assedianti entrarono e massacrarono tutti. E secondo i mongoli i fantasmi di quei cavalieri e degli abitanti infestano ancora le rovine della vecchia città.

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