Universi paralleli | Cosa c’è di vero

Esistono dei mondi paralleli? Per l’astrofisica gli universi paralleli sono degli ipotetici sistemi cosmici al di fuori del nostro Universo conosciuto. L’insieme di tutti questi universi è chiamato multiverso.

La possibilità dell’esistenza di mondi paralleli, ossia della teoria dei mondi multipli, è stata discussa in filosofia fin dall’Antichità. Oggi tale concetto è ben noto al pubblico medio, grazie alla fantascienza.

Multiverso: cosa ne pensa davvero la scienza? (Pixabay) – curiosauro.it

Universi paralleli: esistono davvero?

Concettualmente, l’idea dell’infinità comporta l’introduzione sia in filosofia che in fisica di un sistema di molteplici mondi. In pratica, si ipotizza l’esistenza di un numero indefinito di universi, e quindi di almeno un mondo che sarà uguale al nostro: un vero e proprio doppio. Il multiverso, però, non piace moltissimo agli scienziati. Il problema è che tale ipotesi si basa su teorie fisiche difficilmente dimostrabili. Anche qualora esistessero molteplici universi, sarebbero inosservabili. Ecco il punto. Quindi, per la scienza, siamo di fronte a una chimera. O, per dirlo con altre parole, a una suggestione da film fantascientifico.

Per gli astrofisici è necessario distinguere tra la teoria dei mondi possibili a livello metafisico (da un punto di vista formale) e ricerche effettive che puntano a individuare questi universi paralleli. Il primo sforzo è considerato tollerabile e sensato. Il secondo assurdo. La possibilità dell’esistenza reale di mondi paralleli è sì discussa dalla cosmologia fisica, ma con molta, molta cautela.

L’esordio della teoria

Il fisico americano Hugh Everett III (wikipedia) – curiosauro.it

L’interpretazione a molti mondi (MWI) nasce da un’intuizione collegata alla fisica quantistica esposta per la prima volta da Hugh Everett nel 1957. Tale teoria aveva lo scopo di spiegare perché la probabilità di ciascun valore misurato in un sistema fisico quantistico, che può essere calcolata con precisione, porta a risultati imprevedibili. Secondo questa teoria, ogni misurazione quantistica crea diversi nuovi mondi paralleli. Con ogni esperimento, ci troviamo quindi in un “universo quantistico”, che comporta dei risultati spesso contraddittori. Questo perché ogni misurazione cambia in base al momento e al luogo in cui si svolge.

Andy Nimmo introdusse poi il concetto di “multiverso” nel dicembre 1960. Secondo Nimmo un multiverso è un universo apparente, “una molteplicità infinita che forma l’intero universo”. Altri scienziati interpretano gli universi paralleli come la totalità infinita di tutte le divisioni fisicamente possibili della realtà in sistemi fisici locali. Insomma, esistono infinite possibilità, all’interno della relatività generale. Cioè esistono diversi modi di mettere in relazione lo spaziotempo con le ipersuperfici. E quindi esistono anche infiniti universi.

Solo in questo senso la fisica ritiene possibile parlare di universi paralleli. Ma non ha senso invece immaginare spostamenti da un universo all’altro o di indagini volte all’esplorazione di mondi alternativi.

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