Grazie ai capelli possiamo misurare l’esposizione a una sostanza tossica che ci insidia

Grazie ai capelli possiamo capire quanto è da quando il nostro organismo è stato contaminato da parte di una particolare sostanza tossica. Parliamo di una neurotossina a cui tutti siamo esposti ogni giorno. Che è presente nel riso, nel pesce, nei medicinali e nell’acqua…

La presenza di questa sostanza, pericolosa per l’uomo, può essere individuata attraverso una nuova analisi. Dei ricercatori hanno infatti sviluppato nuovi strumenti per misurare l’esposizione a tale sostanza analizzando i capelli.

Un capello visto al microscopio (Pixabay) – curiosauro.it

Grazie ai capelli possiamo sapere quanto siamo stati contaminati da una sostanza tossica

La potente neurotossina che il nostro corpo accumula negli anni è il mercurio. Una sostanza che può provocare un’intossicazione e numerosi danni al sistema nervoso centrale, all’apparato digestivo e al sistema immunitario. E il problema può diventare drammatico durante la gravidanza. Per questo motivo, è fondamentale capire da dove parte la contaminazione e comprendere fino a che punto siamo intossicati.

Una ricerca di un team internazionale, a cui hanno collaborato le università francesi di Grenoble e Bordeaux e l’Università dell’Illinois a Chicago, ha sviluppato una nuova tecnica di misurazione. Un metodo per identificare le forme chimiche che il mercurio assume di volta in volta e individuarne la fonte di esposizione.

Per OMS, l’organizzazione mondiale della Sanità, il mercurio è tra i dieci prodotti chimici più dannosi per la salute. Come anticipato, un’esposizione al mercurio può comportare danni sul sistema nervoso, sul fegato e sul sistema immunitario. E ci sono anche rischi di danni all’utero durante la gravidanza. Ecco perché è importante identificare il grado e il tipo di contaminazione per correre il prima possibile ai ripari tramite cure mirate.

Fino a oggi abbiamo diagnosticato la presenza di mercurio nel corpo umano tramite l’analisi delle urine, del sangue o dei capelli. Ma tutte queste misurazioni possono svelare solo il grado di avvelenamento. Non ci dicono nulla sulla fonte da cui la sostanza tossica proviene e sul periodo di esposizione.

Nuovi biomarcatori

Mercurio (wikipedia) – curiosauro.it

La ricerca internazionale ha compreso che i capelli sono i biomarcatori più importanti nell’analisi del mercurio tossico. Fino a poco tempo fa, invece, si pensava che i capelli potessero rilevare solo il mercurio proveniente dal pesce. E non è così. Lo studio ha provato che alcune forme di mercurio inorganico, come quello contenuto nell’amalgama dentale, possono essere individuate solo così. Cioè attraverso l’analisi dei capelli. In pratica, il mercurio inorganico ha una struttura intermolecolare distinta da quella del metilmercurio che proviene dal consumo di pesce.

Dunque, i ricercatori responsabili dello studio hanno sviluppato delle nuove tecniche di analisi della struttura chimica del mercurio e dei legami chimici circostanti. Analizzando i capelli sono riusciti a capire non solo la fonte da cui proviene l’intossicazione, ma anche il periodo stesso di esposizione.

Visto che i capelli hanno un tasso di crescita di un centimetro al mese, si può tornare indietro nel tempo sfruttandone tutta la lunghezza. La strumentazione usata per l’analisi si basa sulle radiazioni di sincrotrone.

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