Si trova in Italia l’ultimo paese delle streghe

Anche l’Italia ha la sua Salem, un paesino in cui si scatenò una violentissima caccia alle streghe. Si trova nella riviera ligure di Ponente, nella bella Valle Argentina. Il nome di questo borgo medievale, ancora molto legato al suo passato tragico, è Triora. Il paese delle streghe.

Il bellissimo borgo di Triora è visitato ogni anno da migliaia di curiosi che vanno a caccia di antiche storie su strie e basue, cioè streghe e magie. Qui, infatti, nel XVI secolo, si tenne uno dei più grandi processi italiani di stregoneria. Moltissime donne di Triora, nel 1588, furono vittime di un ingiusto e crudele procedimento penale. E abbiamo moltissimi documenti d’epoca che ci parlano di quella tragedia.

Il panorama del borgo di Triora, in provincia di Imperia (wikipedia) – curiosauro.it

Triora, il paese delle streghe

Non solo i documenti, anche il territorio sembra una testimonianza diretta e viva di ciò che accadde nei secoli scorsi in questo borgo. Ogni vicolo, ogni costruzione del centro parla di un’esistenza povera e contadina, offesa da superstizioni e influenze oscure. Una visita alla mostra permanente allestita nel piccolo Museo Etnografico e della Stregoneria è un’ottima occasione per approfondire quella storia. Tra i luoghi che evocano la tragedia c’è anche la Cabotina, un edificio che secondo la leggenda ospitava le streghe durante i loro sabba. Molti carruggi, stretti e scavati nella roccia, comunicano sensazioni sinistre. Passeggiare per il centro del borgo è come perdersi. Indietro nel tempo e nel proprio inconscio.

Eppure il paesino è ricco di bellezza e di luci. Quasi tutti i palazzi antichi sono caratterizzati da portali d’ardesia. Poi c’è il raffinato portico gotico della Collegiata, risalente al XII secolo. Moltissimi edifici recano i simboli delle casate scolpiti nella pietra o su dei bassorilievi. Nel paese si trovano un bel castello e un affascinante santuario, quello della Madonna di Loreto.

La storia del processo

Un allestimento nel museo del paese (wikipedia) – curiosauro.it

Il processo alle streghe di Triora si tenne tra il 1587 e il 1589. Alcune donne furono accusate di aver causato una lunga carestia perdurante. E così partì la più lunga e violenta caccia alle streghe italiana della fine del XVI secolo. All’epoca dei fatti, Triora era un piccolo borgo fortificato. La popolazione viveva di agricoltura e di commercio. C’erano viaggiatori che partivano da Genova e si fermavano a Triora per acquistare grano e castagne da vendere poi in Francia. L’autorità era quella del doge di Genova, che controllava il territorio con cinque fortezze.

La carestia imprevista mise in ginocchio la comunità. Oggi gli storici pensano che fu una speculazione ordita dai proprietari terrieri. Ma il popolo aveva fame e subito trovo dei capri espiatori. Vennero prese di mira alcune donne del villaggio. Nell’ottobre del 1587 partì una denuncia e il Parlamento locale chiese di arrestare le streghe. Da Genova arrivò il vicario dell’inquisitore di Genova, presto affiancato dal vicario dell’inquisitore di Albenga. Giunsero sul posto anche il sacerdote Girolamo del Pozzo e vari monaci. Girolamo del Pozzo disse di avvertire con certezza la presenza del maligno e durante una messa chiese ai fedele di indicargli le streghe e le eretiche.

Vennero così arrestate venti donne. Torturate e a lungo detenute, queste donne denunciarono altre persone. Così le sospette streghe divennero trenta. A loro si aggiunsero anche quattro ragazze e un bambino. Isotta Stella, una sessantenne di nobile famiglia, morì per le torture subite. Tutto il nord Italia parlava ormai del paese delle streghe. Pochi giorni dopo un’altra donna si gettò dalla finestra. Le accusate furono trasferite a Genova e fu chiesta la messa a morte tramite rogo. Ma le accuse alla fine caddero. Non sappiamo che fine fecero le accusate.

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