Africa: la verità sul reale numero di vittime per covid

Sembra che l’Africa in qualche modo si sia salvata dalla pandemia in termini di morti. Infatti il covid è stato più clemente con la popolazione, e il numero di vittime africane è risultato minore rispetto ad altre parti del mondo. Si tratta solo di fortuna o c’è sotto altro?

Gli studiosi e i medici si interrogano sul numero inaspettatamente basso di morti per covid in Africa, visto che il virus ha avuto un’ampia circolazione nel continente.

L’Africa ha meno vittime per covid rispetto al resto del mondo – curiosauro.it

Africa fortunata?

Contro ogni nefasta previsione, il continente africano ha avuto il minor tasso di morti per covid rispetto al resto del mondo. Si pensava che paesi come la Sierra Leone, già messi a dura prova da malaria, tubercolosi, HIV, ebola e malnutrizione, avrebbero avuto un tasso di decessi disastroso a causa del coronavirus. Non è andata così, per fortuna, anche se ancora non sono chiare le dinamiche di questo scampato pericolo. Le domande che i medici si pongono riguardano in primo luogo le caratteristiche della popolazione. Gli africani hanno difese immunitarie più forti? Sono più protetti per via dei molti altri virus presenti nei loro paesi? Forse la pandemia ha colpito duramente anche loro ma noi non ce ne siamo accorti anche per mancanza di dati certi?

Sul fatto che il virus abbia potuto circolare ampiamente anche in Africa non ci sono più dubbi, e questa è una delle poche certezze! Inoltre, diversi studi evidenziano che nei due terzi della popolazione subsahariana vi sia la presenza di anticorpi anti SARS-CoV-2. E siccome soltanto il 14% degli abitanti di questi Stati è stato vaccinato, quelle che osserviamo sono le difese immunitarie sviluppate in seguito all’infezione vera e propria. 

L’Africa ha meno vittime per covid rispetto al resto del mondo – curiosauro.it

Un’Africa con pochi decessi

Una delle spiegazioni più plausibili per spiegare questi pochi decessi va ricercata nell’età anagrafica della popolazione. L’età media degli africani, infatti, si attesta intorno ai 19 anni, e in Africa subsahariana due terzi della popolazione ha meno di 25 anni. La giovane età non ha ancora dato il tempo alle persone di sviluppare malattie come diabete, obesità, problemi cardiovascolari, cancro o malattie croniche. Queste, infatti, avrebbero potuto far aumentare il rischio di contrarre il covid in forma grave (come, invece, è successo nei paesi dove l’età media della popolazione è più alta n.d.r.). Ci sono comunque altre ipotesi, come:

  1. Il fatto che le temperature siano più alte.
  2. La bassa densità di popolazione in certe aree rurali.
  3. La limitata disponibilità di trasporti pubblici.
  4. La presenza di altri virus che potrebbero aver dato una forma di protezione aggiuntiva.

Paragonando, però, l’Africa con l’India che presenta caratteri molto simili, si è visto che la situazione è stata diametralmente opposta. Nello Stato indiano, infatti, a parità di condizioni, i decessi sono stati milioni, soprattutto a causa della variante Delta. E questo non si spiega! Dopotutto, l’età mediana della popolazione in India è di 28 anni, le temperature sono elevate, e anche lì l’incidenza dei casi di malaria o di altre infezioni da coronavirus è alta. Quello che molti pensano è che le morti per covid in Africa non siano state contate nel modo giusto. Le motivazioni per cui è accaduto questo possono essere correlate al fatto che:

  1. Non esiste in Africa un sistema di testing efficiente (basti solo pensare anche alla mancanza di personale medico. Si parla di 3 dottori ogni 100.000 abitanti n.d.r.).
  2. Molti pazienti sono morti a casa, perché gli ospedali erano troppo lontani o per scelta dei parenti.

Secondo la Commissione economica per l’Africa (ECA) nella zona subsahariana sarebbe stata registrata soltanto una morte per covid ogni tre. Una ricerca ha trovato tracce di SARS-CoV-2 nell’87% dei corpi presenti negli obitori degli ospedali dello Zambia, e per l’Economist le morti in eccesso per covid in Africa dall’inizio della pandemia sarebbero tra 1 e 2,9 milioni.

Qualcosa è sfuggito di mano

Ma com’è possibile che nessuno si sia accorto di quello che stava succedendo davvero in Africa? La teoria delle mancate registrazioni, per esempio, non trova consenso tra gli scienziati che lavorano sul territorio africano. Referti a parte, se il virus fosse stato letale come altrove si sarebbero dovuti vedere ospedali sovraffollati, mancanze di bare, funerali di massa, e così non è stato. E se il mistero è destinato per ora a rimanere irrisolto, il basso tasso di morti sta spingendo alcuni a ripensare alle politiche sanitarie africane

Secondo i sanitari che lavorano in Africa non ha senso vaccinare tutta la popolazione, visto che il sogno dell’immunità di gregge non è stato raggiunto nemmeno nei paesi dove il numero di vaccinati è alto. Adesso avrebbe più senso proteggere soltanto le persone più vulnerabili e investire le risorse in altre emergenze sanitarie come la malaria, la polio, il colera, la meningite e l’insicurezza alimentare. Perseguire queste politiche sanitarie è l’obiettivo principale dell’Africa, sempre con la speranza che il covid non si ripresenti con varianti ancora più letali delle precedenti.

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