Pesce d’aprile | Le origini storiche della tradizione

La tradizione del pesce d’aprile è misteriosa e di sicuro antica. Potrebbe risalire addirittura all’epoca classica o all’Alto Medioevo. Gli scherzi, a quanto pare, accompagnano l’umanità da secoli!

Scherzi e dispetti con cui celebrare l’allegria connessa all’arrivo della primavera: questo è il senso antropologico del pesce d’aprile. Ma quando è nata questa tradizione?

Perché il primo aprile c’è la tradizione di far scherzi e dispetti al prossimo? (wikipedia) – curiosauro.it

Pesce d’aprile: una tradizione antichissima

Alcuni studiosi credono che la festa dedicata agli scherzi possa ricollegarsi a un fasto diffuso nell’antica Roma, dove alla fine di marzo si celebravano le feste di Hilaria, in onore della dea Cibele culminanti nei festeggiamenti per la resurrezione del dio Attis il 25 marzo. Ma il pesce d’aprile potrebbe nascere anche dai Saturnalia legati al culto del sole. Durante questi fasti si assisteva a un ribaltamento dell’ordine costituito: gli schiavi sedevano a tavola serviti dai padroni, i poveri si permettevano offese ai nobili e le donne si travestivano da uomini…

Altri storici pensano che il pesce d’aprile sia stato inventato dai fiorentini. Nella Firenze medievale si era usi mandare il primo d’aprile i più ingenui a comperare, in una piazza, del pesce che però era raffigurato solo da pitture e statue. C’è poi chi crede che questa festa provenga da un decreto pontificio, che proibiva di consumare il pesce in quel giorno, per ricordo del miracolo della spina, avvenuto in Aquileia al tempo del patriarca Bertrando

Il beato Bertrando di San Genesio

Ecco il buon Bertrando di San Genesio (wikipedia) – curiosauro.it

Secondo la tradizione Bertrando, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, aveva liberato (miracolosamente) un papa soffocato in gola da una spina di pesce. Per gratitudine il papa avrebbe così decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse mai pesce. Il povero Bertrando, poi, fece una brutta fine: perì ultranovantenne, presso il guado di San Giorgio della Richinvelda in seguito a un agguato mortale per mano di Enrico di Spilimbergo.

Fuori dall’Italia, si tira in ballo invece un’altra origine. La tradizione francese è datata nel XVI secolo e si basa su un’usanza sviluppatasi dopo l’adozione del calendario gregoriano nel 1582. In Europa, infatti, la plebe aveva sempre celebrato il Capodanno tra il 25 marzo e il primo aprile, ossia con l’arrivo della primavera. In quest’occasione avvenivano scambi di pacchi dono. Quando la riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività al primo gennaio, i francesi cominciarono a farsi regali finti (pacchi vuoti, scherzi) in corrispondenza del primo aprile… In quei giorni, si abbandona il segno zodiacale dei pesci, e quindi le vittime degli scherzi erano chiamati “pesci d’aprile”.

Ma il riferimento ai pesci potrebbe anche nascere da una più ovvia comparazione tra la vittima ingenua dello scherzo e il pesce, poco furbo, che subito abbocca all’amo!

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