Ecco la macchina che rende la pipì potabile

In Belgio hanno inventato un macchinario a energia solare che può rendere l’urina potabile. Avete capito bene: si è trovato il modo per trasformare la pipì in chiare, fresche e dolci acque!  

Degli scienziati belgi hanno sviluppato una macchina alimentata a energia solare che sa trasformare l’urina in acqua potabile. E l’invenzione è arrivata in occasione di un festival musicale tenutosi a Gent, in Belgio.

Un vaso da notte, dove di solito finisce l’urina: il liquido con cui si eliminano i prodotti metabolici come le scorie dannose…(Pixabay) – curiosauro.it

Pipì trasformata in acqua potabile, anzi in birra… ecco come

Lo studio è partito come un esperimento, ma alla fine gli scienziati sono riusciti a recuperare mille litri di acqua potabile non consumata grazie al prezioso aiuto fisiologico dei partecipanti al festival. E da quell’acqua si è poi ricavata della birra.

Nell’urina umana c’è molta acqua. Almeno il 95% della pipì è composta di H20. Ma ci sono anche altre sostanze: l’urea, l’azoto, il cloruro di sodio, l’acido urico e vari sali minerali. Di norma c’è anche un po’ di ammoniaca, e poi compaiono eventuali metaboliti di farmaci e altre sostanze di scarto. L’uomo cerca di trasformare la pipì in acqua ormai da molti anni. Alla NASA, per esempio, hanno brevettato un sistema dedicato agli astronauti per purificare l’urina e renderla potabile. il meccanismo usato nello Spazio è semplice: si fa bollire la pipì per far evaporare l’acqua; tutto il vapore viene poi trasformato in liquido tramite distillazione.

Gli scienziati di Gent, invece, sono riusciti nell’impresa grazie all’uso dell’energia solare e in maniera più immediata. Il loro sistema appare infatti molto diverso da quello della NASA (che sfrutta l’assenza di gravità).

Una membrana e una caldaia

Urina potabile? Si può! (Pixabay) – curiosauro.it

Vediamo come funziona la macchina sperimentata in Belgio. Il principio è quello di una distillazione a membrana che si sbarazza del 95% di tutta l’ammoniaca presente nelle urine. Il liquido viene poi raccolto in un grande serbatoio ed è quindi riscaldato in una caldaia solare. La pipì riscaldata passa così attraverso la membrana che separa l’acqua dai nutrienti come azoto e potassio. Queste sostanze non vengono buttate: possono infatti essere utilizzate per produrre fertilizzanti.

In pochi minuti il gioco è fatto. E questa nuova tecnologia potrebbe risolvere molti problemi seri. Il mondo sta affrontando una preoccupante carenza d’acqua, e il riciclo è fondamentale. Gli scienziati suggeriscono infatti di poter estendere questo progetto negli aeroporti e nei grandi centri sportivi, e magari nei Paesi in via di sviluppo dove l’acqua potabile scarseggia.

A parte ogni facile ironia sull’argomento, esiste un vero problema sulle risorse d’acqua che, anno dopo anno, tendono sempre più a diminuire. Se possiamo recuperare dell’acqua potabile da tutta l’urina prodotta nel mondo, perché non farlo davvero?

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