Radioterapia, una scelta obbligata che salva la vita

Aumentano i casi in cui la radioterapia diventa la prima scelta. Infatti, la possibilità di ricorrere ai raggi è una risorsa preziosa quando la chirurgia o i farmaci vengono esclusi perché troppo rischiosi.

Questa tecnica viene utilizzata soprattutto per particolari forme tumorali, per le quali l’esperienza medica ne consiglia caldamente l’utilizzo. Una prima scelta a volte obbligata perché l’unica che può salvare in tempo una vita.

Radioterapia – curiosauro.it

La radioterapia, una scelta vincente

Un’indagine ufficiale dell’Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo), ha messo in luce che, con le sole radiazioni, sono stati trattati a scopo radicale oltre 15 mila pazienti oncologici. Questo lavoro si basa sull’attività svolta in 104 centri durante il 2020. Si utilizza la radioterapia come prima scelta soprattutto nei casi di:

  1. Tumori della testa e del collo.
  2. Cancro alla prostata.
  3. Problemi alla cervice uterina.
  4. Neoplasie al polmone.

Ancora è presto per poterlo dire con sicurezza, però i casi dimostrano che la radioterapia è riuscita a eliminare completamente un tumore già nelle fasi iniziali. Marcello Mignogna, direttore della Radioterapia Oncologica all’Ospedale San Luca di Lucca afferma che:

Come indicano le linee guida internazionali, un trattamento radiante può avere un ruolo cruciale per ogni distretto corporeo e per ogni tumore, sia solido che ematologico. E una sua peculiarità è l’ampiezza della fascia d’età a cui può essere prescritta: dai bambini fino agli ultraottantenni. Con l’avanzare degli anni la chirurgia e certi farmaci vengono esclusi perché troppo rischiosi per il paziente”.

La radioterapia è utilizzata soprattutto negli stadi iniziali di un tumore e sicuramente il carcinoma prostatico è al primo posto fra le neoplasie che possono essere curate e guarite soltanto con un trattamento radiante. Lo stesso accade per i carcinomi polmonari, sempre alle prime fasi, nei quali la radioterapia stereotassica può avere un ruolo curativo ed equivalente all’operazione che sarebbe troppo demolitiva. Fanno parte dell’elenco anche quei casi inoperabili e i tumori del sangue, come i linfomi, dove la terapia si abbina ai farmaci.

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L’efficacia della radioterapia

L’indagine Airo evidenzia come in Italia sia sempre più predominante l’utilizzo di tecniche e tecnologie innovative e avanzate, come l’intensità modulata (IMRT). Per molti malati la radioterapia costituisce una valida alternativa all’intervento chirurgico, per altri ancora rappresenta l’unica possibilità di cura. Questa disciplina è in continua evoluzione, usata in abbinamento anche con terapie farmacologiche.

L’aspetto importante della radioterapia è che è sempre più utilizzata anche nel paziente metastatico, al quale prima si somministravano solo cure palliative. Ora con questi approcci terapeutici, invece, può sicuramente migliorare la sua attesa di vita. I medici usano le radiazioni anche contro le recidive, con l’obiettivo di distruggere eventuali cellule cancerose residue e far calare così il rischio che la neoplasia si ripresenti.

Effetti collaterali

La moderna radioterapia riesce a essere molto meno tossica che in passato e, in genere, gli effetti collaterali sono legati soltanto al campo d’irradiazione. Alcuni effetti potrebbero comunque essere:

  1. Difficoltà nella deglutizione con bruciore che si irradia al torace.
  2. Diarrea.
  3. Irritazione alla pelle.

I disturbi, comunque, sono generalmente transitori e possono essere controllati con adeguate cure di supporto. In più, il paziente sottoposto a radioterapia non diventa radioattivo (come in tanti pensano n.d.r.), e quindi può stare in contatto con parenti e amici. Le radiazioni esercitano la loro azione sui tessuti irradiati principalmente durante l’erogazione dei raggi.

La letteratura scientifica dimostra che, in termini di sopravvivenza, i risultati del trattamento radiante sono del tutto sovrapponibili a quelli della chirurgia, ma l’impatto in termini di qualità di vita del paziente appare essere a favore delle radiazioni. Lo hanno dimostrato ormai molte ricerche anche internazionali: le percentuali di guarigione del tumore sono uguali tra la scelta di radioterapia o chirurgia. Bisogna ovviamente valutare ogni caso singolarmente.

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