Fiore di pietra su Marte: la scoperta di Curiosity

Una concrezione rocciosa chiamata Blackthorn Salt ha incuriosito astronomi e geologi. L’abbiamo trovata su Marte, grazie a una foto scattata dal rover Curiosity. Gli esperti di roccia marziana già conoscono questo particolare fiore di pietra, ma per tutti gli altri il mistero è evidente… Di cosa si tratta?

Il fiore fotografato da Curiosity (NASA) – curiosauro.it

Un fiore di pietra su Marte

Il particolarissimo fiore di pietra immortalato da Curiosity su Marte è una formazione rara ma, in un certo senso, già nota. Di solito viene definita come un ammasso di cristalli diagenetici. Gli esperti suggeriscono che possa derivare dalla ricombinazione di minerali presenti nell’acqua. Da questa ricombinazione nascerebbero poi diverse forme, abbastanza affascinanti. Già ne abbiamo identificate alcune sul pianeta rosso. E quasi tutte hanno dimensioni ridotte: al massimo due centimetri. Di norma si presentano con forme ramificate o dendritiche, ma a volte assumono un aspetto più sferico o arrotondato. Ma cosa c’entra l’acqua, se Marte ne è sprovvista?

Un tempo anche il pianeta rosso conteneva H2O. E proprio queste formazioni sembrano testimoniarlo. Quando nel 2004 Opportunity fotografò alcune concrezioni sferiche, gli astrofisici le giustificarono così. E ora anche il fiore di pietra, ossia la particolare formazione immortalata dal rover Curiosity, rimette in moto le discussioni sull’antica presenza d’acqua su Marte. E non solo…

Non è un corallo e non è un organismo vivente

Curiosity, il rover della missione Mars Science Laboratory (NASA) – curiosauro.it

Il bel fiore non è un fiore, non è un corallo e nemmeno una spugna. Questa opera nasce dall’azione di milioni di anni di erosione. C’entra dunque l’acqua! Ecco cosa interessa alla scienza… Sebbene questa formazione rocciosa sia molto comune sul suolo marziano, la foto realizzata il 25 febbraio dal rover Curiosity incuriosisce ricercatori e amanti dello spazio.

Il fiore di roccia (che misura un centimetro circa) si trova ad Aeolis Mons, nelle vicinanze di Mount Sharp, nel cuore del cratere Gale. Ovvero un bacino largo più di centocinquanta chilometri che il rover NASA sta esplorando. È ormai dal 2012 che il rover si concentra sulla zona. Una depressione nata miliardi di anni fa, dove un tempo c’era l’acqua e dove sono ancora minerali.

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La foto è stata scattata con la cam Mars Hand Lens Imager (MAHLI). Una strumentazione all’avanguardia a bordo del rover, posta sulla torretta all’estremità del braccio robotico. In realtà, l’immagine nasce dall’unione di più scatti singoli, ossia con una messa a fuoco integrata.

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Le rocce di Marte ci offrono spettacoli inconsueti e moltissime informazioni scientifiche. Studiandole comprendiamo il presente e il passato del pianeta, e anche il futuro… Conoscere il suolo marziano è importante per le future missioni robotiche e umane…

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