La via per l’immortalità: come la scienza sta riuscendo ad allungare la vita umana

L’essere umano ha sempre vagheggiato la possibilità di sconfiggere la morte o, quantomeno, di allontanarla. In Antichità si ricercavano fonti di vita eterna e si producevano elisir magici. Oggi invece, la via per l’immortalità passa per la scienza.

Immortalità: possiamo raggiungerla grazie alla scienza? (wikipedia) – curiosauro.it

La scienza ci indica la via per l’immortalità

La geroscienza (la branca scientifica che si occupa di anzianità e di vecchiaia intesa come malattia) vuole allungare la vita media degli uomini oltre i cento anni. C’è anche chi punta molto più in là e promette di indicarci la vera via per l’immortalità. Tantissimi sono gli studi che cercano di intervenire a livello genetico per bloccare l’invecchiamento. Di base, si punta quasi sempre all’uso dei peptidi bioattivi, che sembrano in grado di frenare il processo di invecchiamento. Poi ci si affida anche a una nuova generazione di farmaci, specifici per corpi debilitati. Un importante studio condotto a Singapore suggerisce infatti che per prolungare la longevità dell’essere umano è necessario intervenire con alcuni farmaci che sappiamo migliorare la capacità di ripresa del nostro corpo, con l’Intelligenza Artificiale che consentirà di abbattere i tempi per addivenire a soluzioni di sicura efficacia.

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Un altro studio fondamentale è quello sull’erosione dei telomeri. Il telomero è la regione terminale di un cromosoma composta di DNA altamente ripetuto che protegge l’estremità del cromosoma stesso dal deterioramento. Secondo alcuni ricercatori mantenere giovani e funzionanti questi telomeri potrebbe significare proteggere il corpo dall’invecchiamento. Insomma, la via per l’immortalità passerebbe dall’azione dell’enzima telomerasi, che compensa l’accorciamento progressivo dei telomeri, aggiungendo nuove sequenze ripetute.

La vecchiaia è una malattia?

La risposta è nei geni? Studio sull’immortalità (Pixabay) – curiosauro.it

Nel luglio 2018, l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha per la prima volta dichiarato che l’invecchiamento è compatibile con una vera e propria malattia. Ecco perché negli ultimi anni si sono sviluppati così tanti studi sull’argomento. A ciò contribuisce anche l’avvento dell’AI, che riesce ad aiutare i ricercatori nelle indagini più complesse e nei calcoli genetici più ardui.

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La tecnologia non è soltanto un mezzo accessorio all’immortalità. Secondo molti studiosi una chiave per prolungare la vita umana e renderla, di fatto, immortale è il mind uploading, ossia il trapianto della mente. L’idea è quella di trasferire tutte le informazioni del cervello umano, con la sua individualità, su un supporto artificiale, in modo da permettere la vita al di fuori del corpo (mortale). C’è un piccolo problema, però… Nessun computer attualmente potrebbe gestire la potenza di calcolo di un cervello umano. Nessuna rete neurale è pari alla capacità di centomila miliardi di sinapsi che agiscono nella nostra mente… La via per l’immortalità è in salita!

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