CANA | La stampante molecolare che produce bevande

Sapevate che per ottenere un solo litro di succo d’arancia occorrono quaranta litri d’acqua? Tutte queste risorse sono necessarie per irrigare gli alberi, per pulire i frutti e per la lavorazione industriale. Per ottenere una bottiglia di vino, invece, occorrono più di seicento litri d’acqua. La Cana è una startup creata da Dave Friedberg che produce bevande grazie a una stampante molecolare. E questa tecnologia potrebbe salvare il pianeta!

Rivoluzione Cana (Pixabay) – curiosauro.it

La stampante molecolare e il progetto della startup Cana

L’industria delle bevande e dell’imbottigliamento è una seria minaccia per la Terra. Spreca acqua, terreni, rilascia milioni di tonnellate di CO2, produce bevande in bottigliette monouso di plastica, vetro e alluminio che inquinano i mari e la falda.

Per fortuna qualcuno ha pensato a un nuovo sistema di produzione. Grazie alle scoperte scientifiche riguardo la chimica degli aromi e ai progressi ingegneristici che hanno rivoluzionato la tecnologia dei fluidi, oggi è possibile produrre bevande senza sprecare acqua, utilizzando una stampante molecolare.

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L’idea è venuta all’imprenditore Dave Friedberg, il CEO di Cana. L’idea è nata dopo la lettura di una ricerca che spiegava che per produrre una bevanda serve solo acqua. L’odore, il colore e il sapore di una bevanda derivano da sostanze che, messe insieme, rappresentano meno dell’1% del volume totale del prodotto. In un succo di frutta, per esempio, il 7% è zucchero, il 92% è acqua e l’1% sono i composti aromatici.

La strategia della stampa molecolare

L’inventore del dispositivo Cana (captured) – curiosauro.it

Il progetto Cana si basa sulla possibilità di gestire la versatilità di una stampante molecolare di bevande. Cioè un dispositivo che utilizza una singola cartuccia piena di composti aromatici per comporre un numero quasi infinito di bevande. Cana può in pratica “stampare” ogni tipo di bibita. Può produrre birra, succhi di frutta, bibite gassate, cocktail, vino, tè, caffè… I test del gusto condotti su gruppi di consumatori hanno dimostrato che è impossibile cogliere la differenza tra una bibita tradizionale e una “stampata”.

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Il dispositivo non è costoso né ingombrante. Secondo lo sviluppatore ha le dimensioni di un tostapane e consuma pochissimo. Basta utilizzare acqua del rubinetto e una ricarica per avere in casa, al bar o anche in un’industria la bevanda che si desidera. La tecnologia di erogazione di liquidi microfluidici combina i singoli ingredienti aromatizzanti di Cana in un fattore di forma ridotto. Pare che lo sviluppo di questo dispositivo rivoluzionario sia costato trenta milioni di dollari. Sembrano tanti, ma il progetto potrebbe cambiare il mondo e le nostre abitudini.

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