I cinesi che temono di perdere il pene: la terribile sindrome di Koro

In Cina e, più in generale, nel Sud-Est asiatico è diffusa una strana e angosciante paura. Si chiama sindrome di Koro, e può essere definita come l’ansia irrazionale (culturalmente indotta) che i propri genitali si stiano restringendo o ritirando nell’addome, fino a scomparire.

La sindrome di Koro: che cos’è? (Pixabay) – curiosauro.it

La paura che il pene si ritiri o sparisca

L’argomento, che di primo acchitto potrebbe suscitare una certa ilarità, è serio e preoccupante. La sindrome di Koro, infatti, può manifestarsi sotto forma di attacco isterico epidemico. Siamo dunque nel territorio dell’isteria di massa. La paura cresce, si diffonde e, infine, provoca delle vere e proprie reazioni di panico collettivo.

Come già accennato, la sindrome è caratteristica della cultura cinese. In pratica, si manifesta principalmente nel Sud-Est asiatico. Anche se alcuni terapeuti hanno segnalato casi di questa sindrome anche in soggetti che vivono in altri continenti. La vittima di questa sindrome crede di star subendo una retrazione del pene e sviluppa l’angoscia di dover presto perdere del tutto il suo apparato genitale.

La sindrome di Koro

Una paura culturale (Pixabay) – curiosauro.it

La parola Koro è malese, e significa “testa di una tartaruga”. Il riferimento è quindi all’atto tipico di ritrarre la testa nel guscio, e farla così sparire. Le cause di questa sindrome sono legate a fattori culturali e sociali, ma anche a riscontrabili disagi psichici. Parliamo di conflitti psicosessuali, fattori connessi alla personalità e distorsioni della capacità di giudizio. Di certo, le convinzioni culturali sono considerate fondamentali per l’eziologia del Koro.

In Cina, questa paura si chiama shuk yang. Molti libri tradizionali di medicina parlano infatti di incidenti improvvisi durante il rapporto sessuale che fanno ritrarre il pene nell’addome. Secondo questi antichi testi il paziente morirà se non trattato per tempo con farmaci adatti.

Un problema culturale?

Dunque è la cultura medica ad aver instillato nei cinesi la paura della retrazione genitale. Non solo libri di medicina ma anche opere teatrali e leggende popolari parlano di fatali incidenti che hanno in pratica evirato giovani dediti all’onanismo o troppo attivi sessualmente. Spesso, infatti, è chi frequenta troppe donne a subire il Koro. Secondo la tradizione anche chi è troppo serio (ossia un soggetto con perdita sbilanciata dell’umorismo yang) subisce il rischio di un restringimento genitale.

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Nel taoismo e nella medicina tradizionale cinese l’eiaculazione frequente è considerata dannosa per la salute, poiché lo sperma è considerato un principio legato all’energia vitale di un uomo. Quindi l’eccessivo esaurimento dello sperma può portare alla malattia o alla morte. Alcuni autori ritengono che l’idea della morte causata dall’esaurimento dello sperma possa aver prodotto atteggiamenti paranoici, fra cui la sindrome di Koro.

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Nei soggetti affetti da questa sindrome, sovente, si riscontrano problemi correlati: impotenza, morbosità, dipendenza dalla pornografia, inadeguatezza sessuale premorbosa, senso di colpa per la masturbazione.

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