Lanciato da Cape Canaveral il satellite Ixpe della NASA: direzione cosmo infinito

La NASA ha lanciato nello Spazio un nuovo telescopio spaziale a raggi X chiamato Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer). Uno strumento che sonderà i misteri della fisica che stanno dietro i buchi neri, le stelle di neutroni e altri oggetti cosmici dinamici.

Il satellite Ixpe, il lancio (captured) – curiosauro.it

La missione del satellite Ixpe

Il satellite Ixpe è stato lanciato giovedì 9 dicembre, con un razzo Falcon 9 della SpaceX, dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Destinato a studiare i fenomeni estremi dell’Universo, lo strumento astronomico è stato prodotto in collaborazione dalla NASA e dall’ASI (agenzia spaziale italiana), con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Dunque la SpaceX ha lanciato con successo il suo ventottesimo razzo, trasportando uno strumento di osservazione a raggi X nello Spazio. Il satellite Ixpe, che ha all’incirca le dimensioni di un frigorifero, è costato più di duecento milioni di dollari (l’Italia ce ne ha messi una ventina in tutto). Servirà a studiare i buchi neri e le stelle di neutroni. Gli astronomi sperano infatti che questo satellite possa rivelare loro molti segreti dell’Universo ancora ignoti.

Il satellite è dotato di tre telescopi identici per studiare la polarizzazione della luce (cioè il modo in cui un’onda luminosa oscilla rispetto alla direzione dell’onda stessa) su alcune delle sorgenti cosmiche più critiche e potenti dell’universo. I buchi neri, per esempio, sono oggetti cosmici studiabili soprattutto a partire dalla variazione nella polarimetria dei raggi X che emanano.

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Il primo obiettivo del nuovo satellite italo-americano sarà la nebulosa del Granchio, che è ciò che rimane di una stella morta nella costellazione del Toro. Ixpe è progettato proprio per analizzare obiettivi del genere: masse negative, effetti di esplosioni stellari, flussi cosmici di materiali sconosciuti… Di fatti, all’interno della nebulosa del Granchio, i ricercatori hanno rilevato un bagliore pulsante simile a un faro, che in realtà è l’impulso della stella già consumata (pulsar), da cui poi si è creata la nebulosa.

Gli strumenti associati per la comprensione dell’Universo

Il satellite in orbita – curiosauro.it

L’Ixpe si unirà ai ranghi degli altri satelliti già schierati per l’osservazione dei raggi X. Altri satelliti della NASA sono infatti già al lavoro su questa materia, come il Chandra Space Telescope, che orbita molto più in alto di Ixpe. Chandra è un satellite di imaging che scatta bellissime immagini di sorgenti di raggi X, mentre Ixpe si concentrerà esclusivamente sulla polarimetria della luce.

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La polarimetria della luce emanata da pulsar e buchi neri è già studiata e misurata da tempo, ma in modo approssimativo. Ora con il nuovo telescopio potrebbe ottenere dati più precisi e istruttivi.

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