In una cittadina del Brasile, Uruçuí, una mamma su quattro perde il proprio piccolo prima ancora di metterlo al mondo.

Secondo i media locali, la colpa sarebbe del glifosato utilizzato nelle grandi piantagioni di soia e mais della zona.

Maria Felix, 21 anni, ha perso il proprio piccolo a sei mesi di gravidanza. Il bambino è morto nel grembo materno a 25 settimane. La causa dell’aborto era una grave malformazione: il bambino aveva l’intestino al di fuori dall’addome e anche una serie di problemi cardiaci.

Si stima che una donna su quattro in gravidanza abbia subito un aborto, il 14% dei bambini viene al mondo con basso peso alla nascita (quasi il doppio della media nazionale)” spiega The Intercept Brasil sulla base dei dati di un sondaggio condotto da Inácio Pereira Lima, che ha indagato le intossicazioni a Uruçuí nella sua tesi di laurea sulla salute delle donne per l’Università Federale del Piauí.”

Il glifosato è il pesticida più usato in Brasile e la giovane donna vive a soli 15 km di distanza da essa:

Tutto questo è una conseguenza del modello di sviluppo economico in cui è focalizzato solo il profitto, indipendentemente dalle conseguenze negative per la popolazione”, ha detto il ricercatore Inácio Pereira Lima, che incolpa l’agrobusiness della malattia della popolazione”.

Proprio oggi arriva una nuova conferma degli effetti del glifosato sull’uomo. I ricercatori della Washington State University hanno scoperto una varietà di malattie e altri problemi di salute nella prole di seconda e terza generazione di topi esposti al glifosato.

Anche se la ricerca è stata condotta sugli animali, ha dimostrato per la prima volta che anche i discendenti sviluppavano malattie della prostata, dei reni e delle ovaie, obesità e anomalie alla nascita.

La capacità del glifosato e di altre sostanze tossiche ambientali di influenzare le nostre generazioni future deve essere presa in considerazione“.