Trentasei giorni per ritornare alla libertà. Questa la storia di un uccellino caduto dal suo nido e che ha avuto la fortuna di cadere nel punto giusto nel momento giusto. Infatti è stato il fratello di un veterinario ad accorgersi di questo uccellino, caduto per terra nel mezzo di un bosco. Ha deciso così di portarlo al fratello che deciso di occuparsene per salvargli la vita. Questa non vuole essere una guida, ma solo un modo per vedere la stupenda trasformazione di questo preciso uccellino fortunato. Quando è stato trovato aveva ancora parte del suo guscio attaccato. Naturalmente, essendo appena nato, era impossibile per lui tornare indietro nel suo nido tra gli alberi e il suo salvatore non aveva idea da dove fosse caduto. Se si trova un uccellino, la cosa migliore da fare è cercare di trovare il nido e rimetterlo dentro, possibilmente senza farsi vedere dalla madre.

Nel secondo giorno è stato messo in un’incubatrice per controllare umidità e calore. È stato battezzato Boulette. Dal terzo giorno hanno iniziato a preparargli dei pasti compostida grilli mescolati a della farina, vermi e altri insetti. Lo hanno nutrito per due volte all’ora, 14 ore al giorno, come avviene in natura. Le mamme non danno da mangiare ai piccoli la notte. Dopo soli cinque giorni la testa e le ali erano già in crescita e coperti da piume. I suoi occhi si sono aperti un po’ di più e riesce a stare in piedi in maniera un po’ più stabile.

Dopo una settimana il suo piumaggio era completo. Il veterinario si è anche accorto che Boulette aveva un dito deforme al suo piede sinistro, ma non poteva fare nulla. Fortunatamente l’uccello non sembrava particolarmente disabilitato. Nove giorni dopo Boulette è uscita dall’incubatrice. Ora ha tutte le sue piume, e riesce da sola a regolare la propria temperatura corporea. Nell’undicesimo giorno si è seduta per la prima volta sul suo trespolo. Pochi giorni dopo, il cambiamento è completo. Ha guadagnato l’equilibrio necessario e sta in piedi sulle sue zampette. È caratteristico di questo tipo di uccello a due settimane. Al diciassettesimo giorno Boulette era in una gabbia più grande, dove stava comoda. Gli hanno messo rami freschi ed ha iniziato a volare. Cinque giorni dopo la gabbia è stata messa all’aperto per permettere all’uccellino di socializzare con gli altri. Si tratta di un passero bianco-incoronato, un uccello migratore, ma i fratelli erano convinti che Boulette avesse bisogno di un po’ di tempo per rafforzarsi, prima di essere rimessa in libertà.

A quasi un mese dal ritrovamento l’appetito di Boulette inizia a cambiare. Lei non vuole più mangiare grilli e ora predilige solo i semi, i vermi, ecc… Lei mangia da sola, il che è un ottimo segno. Al 33/o giorno è giunto il momento di lasciarla libera. Dopo aver controllato le previsioni del tempo, il veterinario e il fratello hanno scoperto che una forte tempesta stava per colpire la regione nei successivi giorni. Hanno così preferito aspettare un po’ per il suo primo contatto con la natura per renderle le cose il più semplice possibile. Tre giorni dopo è arrivato il momento dell’addio.  I due fratelli l’hanno accompagnata ad una riserva naturale a circa un chilometro dal punto in cui è stata trovata perché sapevano c’erano altri uccelli del suo genere nel posto. Hanno aperto la gabbia e pochi minuti dopo, Boulette è andata. Ha subito volato su un albero. E molto velocemente, i fratelli l’hanno persa di vista tra il fogliame verde. Grazie a questi fratelli, Boulette è stata salvata ed è finalmente tornata libera.