Il web è pieno di test che sanno darci dei consigli alla fine sul perché di alcuni nostri comportamenti. E quello che vi proponiamo oggi nello specifico cerca di fare luce su qualche contraccolpo vissuto in passato.

Magari quando siamo stati bambini, l’età in cui tutto si assimila per la prima volta e sempre con grande sensibilità. Tutto nasce dall’osservare quattro semplici disegni, molto ‘naif’. Di quelli che farebbe per l’appunto un bambino in età prescolare.

Quale scegliete tra questi? In base alla preferenza che avete accordato, il test vi darà delle precise risposte. Il primo simboleggia la paura del rifiuto. Una cosa che a volte può portare a dei traumi per via dei grandi cambiamenti che possono incorrere ad esempio nell’ambito della famiglia. Può anche essere che, nel periodo in cui da bambini abbiamo sviluppato la coscienza, un ‘no’ possa aver fatto sorgere delle insicurezze.

Specialmente nel relazionarci con gli altri. E del resto non è un mistero che certi deficit sorti nei nostri primi anni di vita resistono anche quando ormai siamo adulti. Come si supera questo ostacolo? Bisogna prendere consapevolezza del fatto che avendo maggiore fiducia in noi stessi ogni ostacolo può essere superato.

Il disegno numero 2 rappresenta invece la paura del tradimento. Possiamo osservare l’immagine stilizzata di un fiore. Un qualcosa di delicato quindi, che può essere facilmente reciso e calpestato. Proprio come può capitare nei rapporti tra le persone. Ed il tradimento è una delle prime esperienze negative che si vive da piccoli.

Nei casi più accentuati essa porta ad essere diffidenti degli altri. Ma ancora più nocivo è tendere ad isolarsi, per cui non dimentichiamo mai l’importanza che lo stare in compagnia riveste per la nostra quotidianità.

Numero 3: ecco la paura dell’umiliazione. Siamo alla costante ricerca dell’approvazione da parte degli altri, magari perché abbiamo vissuto esperienze traumatiche come l’essere emarginati per dei difetti fisici o cognitivi. E quindi adesso sentiamo il bisogno di essere accettati e di trovare un riparo.

Ma presto o tardi arriva il momento di mollare l’ancora e di lanciarsi da soli, verso un percorso che ci renderà migliori. Più autostima vuol dire imparare a vivere meglio. Ci sentiremo più liberi e più in armonia con noi stessi.

E per finire, ecco la quarta opzione. La paura dell’abbandono. Non c’è niente di peggio che temere di restare soli, sia da parte dei nostri parenti più stretti che degli amici. Ma è la paura di perdere qualcosa che ci atterrisce, quando siamo piccoli e quando siamo ormai cresciuti. Lottare è la chiave, ed anche essere sempre noi stessi ci aiuterà a conservare coloro che amiamo di più.