Davvero inusuale il risultato di uno studio dell’Istituto federale svizzero per le scienze acquatiche e la tecnologia (Eawag): a quanto pare quarantatre chili d’oro ogni anno finiscono dritti nella rete fognaria elvetica, sprecando così del prezioso materiale che ha un valore di circa due milioni di dollari alle quotazioni attuali. La ricerca si basa su sondaggi effettuati in 64 impianti per il trattamento delle acque reflue sparsi nel Paese in particolari aree del sud, dove sono presenti un buon numero di raffinerie,  l’elevata concentrazione di questo metallo giustificherebbe i costi necessari per la sua estrazione dai liquami. Impossibile dunque per i “cercatori d’oro” rimettersi al lavoro con piccone e carriola: il lavoro sarà delicato e molto faticoso, ma la Federazione Elvetica di certo non ha problemi di tipo economico nel commissionare questa attività…specialmente se il ritorno avrà un così alto valore.