Avevo tredici anni quando mia madre si è accorta che cominciavano a ingrossarsi i seni. Mi ha detto: questo non va bene, adesso gli uomini cominceranno a guardarti perché sanno che sei una donna. Allora faremo come ha fatto mia madre con me, come tutte abbiamo imparato a fare”.

A parlare è Amèlie, una ragazza adesso trentenne che quando era solo una bambina è stata sottoposta ad un vera e propria tortura: lo stiramento del seno.

Ogni mattina e ogni sera mia madre passava sul mio seno una pietra arroventata al fuoco per cancellare il nocciolo all’interno e farlo scomparire”.

È andata avanti così per cinque terribili mesi, prima che il petto diventasse piatto e vuoto. Mia madre era felice. Soltanto dopo tre anni il seno è ricomparso”.

Lo stiramento del seno (breast ironing) è, infatti, una pratica disumana che trova le sue origini in Camerun, ma che viene praticata anche in Nigeria, Chad, Benin, Sudafrica e perfino tra gli africani in Europa, soprattutto nel Regno Unito.

Questa è una vera e propria tortura che migliaia di bambine ancora oggi subiscono da parte delle madri che cercano in questo modo di evitare matrimoni prematuri e violenze da parte degli uomini.