Sigarette elettroniche

È arrivata una doppia mazzata per i fruitori delle sigarette elettroniche, dovute prima al divieto della loro vendita online disposto dal Parlamento e poi dall’introduzione di 5 euro di tassa su ogni ricarica delle stesse, questa volta disposto dalla Corte Costituzionale con il suo via libera al dazio.

Questa tassa nello specifico ammonta a 4,90 euro a flacone, in cui è contenuto il liquido di ricarica. A dire il vero la stessa esiste da diversi anni ed è stata applicata solo in parte visto che la norma non era estremamente vincolante e permetteva di scegliere se onorarla in maniera parametrata alla quantità di nicotina presente nel liquido. Ma ora con il si della Corte Costituzionale il tutto è diventato obbligatorio, e se prima si pagava tra i 5 ed i 9 euro ora il prezzo sarà sempre fisso fino quasi a toccare i 10.

Sigarette elettroniche, quasi quasi meglio smettere

Essendo la durata di un flacone pari a circa 7 giorni con un consumo molto moderato, è chiaro che comunque per le tasche dei fumatori e consumatori di sigarette elettroniche questo vorrà dire sostenere un esborso maggiore. Ma in altri paesi poi il tutto costa molto meno che in Italia.

In paesi come la Romania il potere d’acquisto, e di conseguenza anche il listino prezzi, sono più bassi che da noi. Lì un flacone arriva a costare circa 3 euro, mentre in tutta la Ue la media è di 4 euro. In Francia, Germania e Gran Bretagna invece non c’è alcuna tassa sulle sigarette elettroniche. E se è vero che il fumo fa male alla salute, risulta essere nocivo anche per il portafogli.