Una lunga ricerca dell’Università di Bonn e di Rostock lancia l’allarme sulla nostra salute. Le analisi degli effetti di alcuni protettori gastrici hanno evidenziato come ci sia una correlazione tra questa classe di medicinali e la demenza. In pratica sostanze come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo potrebbero a conti fatti aumentare il rischio di demenza. Così si legge su JAMA Neurology dove vengono pubblicati anche i risultati delle analisi. I pazienti che utilizzano protettori gastrici hanno un rischio più alto, almeno una volta e mezza in più rispetto al gruppo di controllo, di sviluppare i segni progressivi di demenza. L’uso di IPP (Inibitori di Pompa Protonica o Protettori gastrici) potrebbe far salire la percentuale di rischio al 30%. Hanno partecipato allo studio circa 73679 partecipanti di 75 anni di età o più anziani e privi di segnali di demenza all’inizio dello studio. Per ottenere questi risultati si è fatta un’indagine lunga sette anni, dal 2004 al 2011. Chi assumeva regolamente IPP hanno mostrato un aumento del rischio di demenza rispetto a chi non veniva trattato con questi medicinali. In Italia, il 20% delle persone di età compresa tra i 75 e gli 84 anni presenta sintomi di declino cognitivo. Non è chiaro ancora quale sia nello specifico il collegamento tra farmaci e malattia. Altri studi associano l’aumento della sostanza Beta-amiloide, responsabile dell’Alzheimer, all’uso degli Inibitori di Pompa Protonica. Ciò che preoccupa è che spesso questi medicinali vengono prescritti per lunghe terapie per trattare il reflusso gastrico.