Che il consumo eccessivo di carne sia un problema per il nostro pianeta è ormai cosa nota.

Alcuni ricercatori dell’Università di Oxford hanno condotto un nuovo studio sui sistemi alimentari attuali e sul loro impatto ambientale stimando un aumento spropositato dell’insorgenza di nuove malattie, siccità e carestie entro il 2050 a causa dei modi in cui viene lavorata e trattata la carne che finisce sulle nostre tavole.

La produzione di cibo è il primo fattore che determina il cambiamento climatico e Marco Springmann del Programma Oxford Martin sul Futuro dell’Alimentazione e del Dipartimento di Salute della Popolazione di Nuffield, ha dichiarato che occorre mantenere il più possibile il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi Celsius, prima che aumenti drasticamente.

L’unico modo per scongiurare questa minaccia è educare la popolazione ad un’alimentazione sostenibile, riducendo del 90% il consumo di carne e acquistando i prodotti nelle piccole cooperative o aziende biologiche o a km 0. Inoltre dovrebbero anche modificarsi le tecnologie utilizzate dall’agricoltura perché in gioco c’è la salute del nostro pianeta.