Il mare non è soltanto affascinante, ma è anche e soprattutto ricco di insidie. Andare in vacanza al mare comporta ovviamente una dose massiccia di divertimento e relax, ma non si può ignorare che ogni anno i telegiornali siano pieni anche di racconti di disavventure talvolta fatali. La regola numero uno per chi si immerge nel mare, soprattutto quando il fondale è sabbioso, è tenere bene gli occhi aperti e prestare sempre attenzione a dove si mettono i piedi. Questo perchè potreste imbattervi in una tracina, un pesce che è solito nascondersi sui fondali e che, se calpestato, provoca punture dolorosissime. Questo pesce è infatti ricco di spine velenifere, un’arma di difesa che le rende quasi inattaccabili dagli altri predatori del mare. Si tratta di un pesce mediamente piccolo (le dimensioni variano dai 15 ai 50 cm in base alla specie) e bravissimo a mimetizzarsi con la sabbia. La puntura di tracina (detta anche pesce-ragno) causa fortissimi dolori e un bruciore intenso che si irradia lungo tutta l’arto ferito e raggiunge l’apice dopo circa mezz’ora dalla puntura. I dolori possono durare anche per 24 ore e causare formicolii e scarsa sensibilità nei giorni successivi. Il veleno delle tracine non è mortale, ma si corre il rischio di allergie o di shock anafilattici che possono renderlo tale. Ad ogni modo, essendo termolabile, è consigliabile in caso di puntura immergere la zona colpita in acqua calda e salata, o in alternativa mettere l’arto sotto la sabbia bollente.