La nostra storia inizia nel lontano 1873, precisamente il 12 settembre, quando per la prima volta in assoluto fu commercializzata la prima macchina da scrivere con tastiera QWERTY.

L’inventore del metodo fu Christopher Scholes, uno dei padri della macchina da scrivere; ma perché Sholes decise di usare proprio questo schema di lettere e non la sequenza normale dell’alfabeto?

In veritá Sholes inizialmente adottò proprio il metodo ”alfabetico” ma ben presto si scontró con alcune difficoltá meccaniche; era infatti molto difficile inserire decine di collegamenti meccanici in una scatola di pochi centimetri.

Furono proprio queste difficoltà a spingere l’inventore statunitense a passare a un sistema di scrittura che privilegiasse la semplicità dei collegamenti meccanici interni alla macchina, piuttosto che la sequenza alfabetica delle lettere.

La rapiditá di battuta era un problema per quei tempi e quindi Sholes adottó questo metodo per ”rallentare” le mani dei dattilografi dell’epoca e aumentare in questo modo l’efficienza della sua creatura.

Ma visto che oramai é trascorso diverso tempo da allora e non siamo piú vittime di una tecnologia vetusta, perchè ancora oggi si utilizzano questo tipo di tastiere?

La forza dell’invenzione di Sholes è dovuta proprio alla standardizzazione. Se infatti un operatore avesse bisogno di un sistema di scrittura più veloce, utilizzerebbe il metodo stenografico.

Questo metodo di battitura, utilizzato nelle aule dei tribunali come in quelle parlamentari con una macchina composta da 22 tasti che ricorda per forma un piccolo organo, garantisce infatti la scrittura di tre parole al secondo.

Insomma, la semplicitá e soprattutto l’abitudine formatasi nel tempo ha fatto si che questa invenzione durasse fino ai giorni nostri.