Gli omicidi all’interno delle Relazioni interpersonali significative (Ris) sono in aumento e coinvolgono tanto le donne quanto gli uomini.

Secondo gli ultimi dati del Viminale nell’Italia del 2017 sono state uccise volontariamente 355 persone: di queste, ben 236 nelle Ris. Le donne sono 120, gli uomini 116 più 4 ammazzati all’estero dalle loro partner che non avevano accettato la fine della relazione, o per soldi.

Spesso, invece, si pensa che le vittime di questi atti di violenza siano perlopiù donne ma in realtà gli ultimi dati raccolti indicano un numero equivalente di uomini che ogni anno vengono uccisi dalle loro partner. Ma allora perché si continua a guardare a questo problema sono da una parte senza notare la complessità della vicenda?

Guardando alla questione da un punto di vista acritico e senza falsi moralismi scopriremo che solo nel 2017 i maschicidi sono stati 133 mentre i femminicidi 128.

In generale vengono uccisi anziani e ragazzini, all’esterno dell’ambito relazionale, mentre in un rapporto di coppia si raggiunge l’estrema parità: 40 uomini e 40 donne uccise all’interno di una relazione sentimentale.

Le assassine hanno agito tutte per difesa o perché maltrattate come retorica femminista comanda? No. Lo hanno sostenuto in 6, così come hanno fatto 5 uomini, in linea con i risultati di una meta-analisi che prende in considerazione le indagini fatte in diversi paesi: la media di questo movente varia in base alla nazionalità dal 5% al 35% quando a colpire sono le donne e dallo 0 al 20% quando sono gli uomini.

Questo non vuol dire che il problema della violenza sulle donne non sia reale ma che, piuttosto, bisognerebbe guardare al problema senza mistificazioni di sorta e con dei dati concreti alla mano che ci indicano che il problema è molto più vasto e comprende, anche e soprattutto, gli uomini.