Negli ultimi tempi la lotta ai tumore ha compiuto passi da gigante. Una delle ultime scoperte consiste nella possibilità di poterlo ‘spegnere’, grazie all’azione di alcuni nuovi interruttori molecolari che agiscono sulle cellule cancerose, persuadendole ad autoeliminarsi o ritrasformandole in benigne.

I risultati di alcuni test condotti dall’Università di Pavia e dalla Sapienza di Roma, assieme alle università statunitensi di Boston ed alla ‘John Hopkins’, hanno mostrato che tali molecole risultano particolarmente efficaci anche contro il melanoma. L’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (Airc) conferma l’uso efficace di questa componente, in grado di poter colpire selettivamente i bersagli selezionati quando collocata nei suoi immediati pressi.

E tutto trae origine da una molecola impiegata per curare la depressione ed il morbo di Parkinson: modificandola si è giunti a questo risultato, ed è stato possibile agire in particolare contro gli enzimi istone-deacetilasi e istone-demetilasi, responsabili delle modifiche a livello chimico della struttura 3d del Dna.

Da questo nascono i tumori. Le molecole che li contrastano per ora si possono assumere solo a bassi dosaggi, si lavora affinché possano diventare parte costituente di un vero e proprio farmaco.