“Si tratta di un apartheid climatico, in cui i ricchi avranno i mezzi per sfuggire alla fame mentre il resto del mondo è lasciato a soffrire”.

Questo l’incredibile appello lanciato da Philip Alston, relatore speciale dell’Onu sull’estrema povertà, che aspramente criticato le misure adottate dagli organismi delle Nazioni Unite che non permetteranno di salvarci dal “disastro imminente“.

La popolazione più povera rischia di essere colpita più duramente dall’aumento delle temperature e dalla penuria di cibo, oltre che dai conflitti che derivano dai cambiamenti climatici.

Si prevede che le nazioni in via di sviluppo soffriranno almeno il 75% dei costi dei cambiamenti climatici, nonostante il fatto che la metà più povera della popolazione mondiale generi solo il 10 per cento delle emissioni.

Nel mirino soprattutto il presidente del Brasile Jair Bolsonaro per aver concesso l’estrazione nella foresta pluviale e Donald Trump reo di di aver inserito “ex lobbisti nei ruoli di supervisione, facendo tacere e offuscando attivamente la scienza del clima“.

L’intera comunità per i diritti umani ha fallito “nella sua missione di far fronte al fatto che i diritti umani potrebbero non sopravvivere al prossimo sconvolgimento”, ha concluso Alston