La domanda, ”ma i cinesi perchè non muoiono mai e perché non si vedono mai funerali di cinesi?” è certamente uno dei quesiti che nella vostra vita avrete sentito. Sono leggende metropolitane, probabilmente. Alcuni, con molta fantasia, affermano che i cinesi siano immortali, ma ovviamente non è così. Come ovviamente non è così che i cinesi morti sono serviti come pranzi o cene nei numerosi ristoranti presenti nel nostro paese.

Altri affermano ancora che quando un cinese muore, il suo corpo viene nascosto e il suo nome viene preso da un altro cinese che arriverà nel nostro paese dalla Cina con la sua nuova identità. Tanto ”i cinesi sono tutti uguali”. E non è del tutto una cosa campata per aria visto che truffe di questo tipo sono già state scoperte in Italia, come il caso verificatosi a Pistoia nel 1993 dove le Forze dell’Ordine hanno sequestrato timbri ufficiali della Repubblica Popolare Cinese utilizzati per attestare l’autenticità di passaporti e di altri documenti di identificazione, un sigillo per la falsificazione di patenti cinesi, un macchinario per la stampa a caldo di patenti cinesi plastificate, ed una matrice per l’apposizione del timbro a secco ufficiale cinese.

I riti funebri cinesi in Cina sono molto vari, alcuni legati al taoismo, altri al confucianesimo, al buddismo, al cristianesimo, ma permangono anche consuetudini derivanti dall’antica tradizione cinese e dalla superstizione. La cultura cinese, in ogni caso, ritiene che lo spirito dei defunti continui la sua vita nell’aldilà, quindi  il rito funebre è preso molto seriamente poiché un funerale male organizzato può portare sventura alla famiglia. La cerimonia funebre cinese durava, in passato, più di 49 giorni, ma sono i primi 7 ad essere più importanti. Oggi questo periodo dura molto meno, a seconda delle disponibilità finanziare della famiglia. I riti funebri in Italia, invece, non vengono praticati così come in Cina poiché ci sarebbe difficoltà nell’organizzare tutto quell’insieme di riti che porterebbe a problemi di carattere linguistico e burocratico. Il fatto che vi sia un numero molto basso di decessi di cittadini cinesi nel nostro Paese trova spiegazione nell’abitudine diffusa tra gli immigrati di prima generazione di tornare nella propria terra d’origine per trascorrere gli ultimi anni della propria esistenza. Quelli che invece muoiono per incidenti o malattie prendono dimora nei cimiteri italiani, ma può anche capitare che i defunti vengano rimpatriati, così come ad un qualsiasi italiano morto in terra straniera. Insomma, la spiegazione, come visto, è molto semplice.