hacker

Una hacker ci svela alcuni consigli per proteggerci sul web

Stephanie Carruthers fa parte della poco conosciuta schiera degli ‘hacker buoni’, ovvero di quei geni dell’informatica che si mettono al servizio delle persone anziché tentare di truffarle telematicamente con la sottrazione di dati sensibili.

Ha vinto anche diversi premi in merito alle sue competenze e conoscenze e collabora con diverse aziende che intendono migliorare i rispettivi impianti di sicurezza online. La stessa Stephanie definisce meglio quello che è il suo ruolo parlando di “hacker etico.

Violo i sistemi dei siti web di aziende ed enti, ma al solo scopo di mostrare loro quali sono le falle che bisogna sistemare. Si tratta di un lavoro vero e proprio, l’ingegneria sociale. Bisogna sapere che le violazioni ed i reati di questo tipo avvengono tutti i giorni.

Spesso per colpa proprio delle stesse vittime, che non si rendono conto di quanto rischino nel pubblicare online alcune informazioni. Ad esempio la patente appena conseguita, una cosa che in parecchi fanno in preda all’entusiasmo. Ed anche altre informazioni sensibili.

A volte succede che in ufficio ci si faccia dei selfie senza essere consapevoli di aver inquadrato magari qualcosa di importante sullo sfondo. Può sembrare sciocco ma è anche così che i malintenzionati riescono a perseguire i propri scopi. Addirittura c’è chi fotografa e pubblica sui social network la propria busta paga.

Serve quindi essere più responsabili per evitare brutte sorprese. I social sono ‘pericolosi’ in questo senso, e Facebook è quello che miete più vittime. Va detto anche che lo stesso Facebook non dedica molta attenzione alla conservazione ed alla protezione dei dati dei suoi utenti.

Un consiglio che mi sento di darvi è quello di cambiare spesso le vostre password e di disporre magari di una che sia assolutamente sicura per ogni login. Naturalmente deve trattarsi di qualcosa di difficilmente individuabile rispetto ai classici ‘0000’ o ‘1234’. Ogni informazione che lasciamo ai truffatori rappresenta una opportunità per loro di derubarci.