Fossa delle Marianne
Fossa delle Marianne – FOTO: screenshot

Un esploratore miliardario statunitense si è inabissato a svariati km di profondità nella Fossa delle Marianne, e ha fatto una brutta scoperta.

La Fossa delle Marianne è il punto più profondo del mondo. Lì si arriva a toccare quasi gli 11 km sotto al livello del mare. Ed esistono tantissime specie vegetali ed animali, oltre che anche batteriche probabilmente, mai osservate prima, ancora sconosciute oppure delle quali sappiamo pochissimo.

Eppure c’è da dire che l’opera distruttiva dell’uomo è riuscita ad arrivare anche lì sotto, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Victor Vescovo, un miliardario statunitense, si è armato di attrezzatura necessaria e ha filmato la presenza di residui inquinanti di plastica a bordo del suo sommergibile privato DSV Limiting Factor.

Il facoltoso esploratore ha trovato nello specifico una busta di plastica e diverse confezioni di prodotti alimentari. La cosa suona davvero incredibile se si pensa a quanto sia difficilissimo raggiungere quel punto della Fossa delle Marianne.

Fossa delle Marianne, siamo riusciti a portare l’inquinamento anche laggiù

Ma già nel 2017 alcuni ricercatori dell’Università di Newcastle aveva rivelato tracce di plastica e fibre artificiali all’interno dello stomaco di alcuni crostacei che abitano quelle profondità. Venivano direttamente dall’Abisso Challenger,

Victor Vescovo intanto ha stabilito un record del mondo, arrivando a -10.927 metri sotto al livello del mare e battendo il regista James Cameron, che si era fermato a 10.908 metri con il suo sommergibile Deepsea Challenger, nel 2012.

La sua avventura è durata complessivamente 12 ore, equamente divise tra discesa, esplorazione e risalita. Vescovo ha scoperto anche 4 nuove specie di crostacei e ne ha portate alcune con se per sottoporle a studi. Con questa impresa, Victor intende sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul fatto che bisogna sul serio impegnarsi e fare qualcosa per fermare i processi inquinanti che stanno distruggendo il mondo.

Tra non molto tempo almeno diversi prodotti in plastica per l’uso comune, come piatti, posate e bicchieri, diverranno fuori legge e ne sarà vietato l’utilizzo.